Autocritica 13 – Solo due elementi?

Oggi abbiamo un capitolo SHOCK con un titolo SHOCK!
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Capitolo 13 – Solo due elementi? [Ve l’avevo detto: SHOOOOOCK! [SM=g10386] ]

Mi risvegliai in una grotta vicino ad un fuoco caldo e accogliente [i fuochi sono sempre caldi e accoglienti nei libri FENTASI. Fanno concorrenza alle notti buie e tempestose]. Mi sollevai e guardai in giro [Perché solo un “mi” basta per cento verbi di fila]. C’era una bambina appoggiata alla parete, e un altro ragazzino vicino a lei. Appena mi vide si alzò e disse con una vocina timida :
“ Svegliata infine si è la bella fata di cui tutti parlano” [OH! Yoda era una lei! altro SHOOOOOCK! [SM=g10386] ] 
“ Mi chiamo Kety” le dissi.
La bimba era molto bella [non esiste nulla di molto brutto nei libbbri FENTASI, a parte i KaTtIvI, ovviamente], ma si muoveva lentamente e i suoi occhi non mi guardavano mai in faccia, come quelli di un cieco.
“Assegnatomi fu il nome Gramen dalla madre mia Luna. Lui è Flumen, fratello mio.” [E vai col cantico delle creature versione FENTASI! San francesco mi fa un baffo] 
“ Grazie per…”
“Dovere mio era! Ormai la fata delle creature famosa è qui a Knarenn” [ADDIRITTURA!!! [SM=g10386] [SM=g10386] Perché scusa? Ah, certo, è quella che fa “piovere polpette”, per forza gli altri la vogliono incontrare! Mai più problemi di cibo!] 
“Famosa?” chiesi con aria stupita
“Certo, tutti gli esseri che esiliati sono stati conoscere vogliono la lottatrice” [La PIOVITRICE DI POLPETTE] 
“Lottatrice?” [PIOVITRICE DI POLPETTE] 
“Così la fata chiamano, poiché non accetta come tutti gli altri di rimanere qui. [Gramen cara, fatti un sonno, ok? Non mi risulta proprio che Kety stia facendo di tutto per andarsene] Mio fu il dono della preveggenza; vidi la fata scappare dalla foresta e sconfiggere l’imprigionatrice” [Ah, ecco, mettiamoci anche un po’ di DeStInOh e siamo a posto] 
Io non dissi niente, in effetti mi aveva messo in difficoltà. [In effetti????] Poi però feci una domanda:
“Vivete qui da soli? Non c’è un villaggio”
“Una volta altri due insieme a Gramen e Flumen vivevano, ma dispersi furono qualche tempo fa. Loro erano fratello Rogum e sorella Aera. I nostri genitori erano Sole e Luna. Noi i quattro elementi rappresentavamo: io la terra, Flumen l’acqua, Rogum il fuoco e Aera il vento. Ognuno di noi una capacità possiede: io il futuro riesco a percepire, Flumen poteri curativi stupefacenti possiede, Rogum vedere riusciva in un altro luogo ed Aera felice era di inviare messaggi alle persone lontane con l’aiuto del vento” [Sì, suggestivo, se fosse stato scritto in italiano corrente forse sarebbe stato anche un pochino meno noioso da leggere] 
“Non sapete che cosa è successo a Rogum e Aera” [Io questi punti interrogativi te li pianto in fronte!] 
“Partiti eravamo per passeggiare, ma Rogum e Aera sparirono. Gramen e Flumen furono portati a Knarenn.”
“Posso chiederti come hai fatto a spaventare le Arpie?” [Una domanda intelligente, grazie al cielo!] 
“Io niente ho fatto. Loro semplicemente paura di noi hanno. [SM=g11422] [SM=g11422] [SM=g11422] Della serie: “quando non sai motivare i poteri dei tuoi personaggi, non farlo!”] Brutto effetto fa loro la nostra vicinanza: male si sentono e bisogno di aria provano.”
Poi si allontanò e tornò solo dopo qualche minuto. Nel frattempo si era alzato anche l’altro ragazzino. Aveva i capelli un po’ arruffati di colore blu, la pelle azzurra e gli occhi chiarissimi. Anche lui aveva lo sguardo un po’ perso e fissava sempre il vuoto. Non disse niente per un po’, poi mi portò una ciotola piena di un liquido azzurro chiaro.
“Bene ti fa. Bevi” [Kety, non si accettano cose dagli sconosciuti, e soprattutto la chimica mi insegna di non mettere mai le mani, e meno che mai la bocca, in liquidi sconosciuti e azzurri] 
Allora io ubbidii. [SM=g11422][SM=g11422][SM=g11422] Il sapore era decisamente poco piacevole:
“Orrendo è il suo sapore, Flumen lo sa, ma la giovane fata deve berlo: bene le fa !” [Ti starà drogando se va bene] 
“No, non è male” dissi io cercando di nascondere la mia espressione schifata, e Flumen rise.
“E’ da molto che siete qui?”
“Molto, si. [Comunque non vi sto facendo più notare i “sì” senza accento e le E accentate con l’apostrofo perché ormai dovete anche aiutarvi da soli, eh! Su su, non è che posso sempre farvi io da guida, è ora che facciate pratica nella critica!] Ma niente in confronto a tutta la nostra vita è. Nonostante il nostro aspetto, molto vecchi noi siamo. Vecchi più del mondo”
A quel punto tornò Gramen che si mise a guardare il fuoco acceso al centro della caverna, poi a parlargli in una lingua sconosciuta alle altre creature. Io la guardavo stupita.
“Parlando sta con Rogum” disse Flumen che si era accorto della mia espressione.
“Ma non avevate detto che non sapete niente sul conto dei dispersi?”
“Vero è. Lei non parla con Rogum in persona. In ogni fuoco, scintilla o incendio che sia, una parte di anima del fratello vive.
Con questa comunicare si può, per non dimenticarsi del famigliare nei lunghi anni. Quel fuoco mai lo spegniamo, in tal modo sempre Rogum vicino abbiamo. Ma Aera diversa è. Sempre spirito libero è stata lei. Flumen e Gramen mai riusciti sono a trattenere l’aria [SM=x3426448] , come era impossibile Aera trattenere.”
Appena finì di parlare si rivolse a me anche Gramen:
“Meglio ora ti senti?”
“Sì, molto meglio! Grazie di tutto” [L’extasi deve ancora fare effetto] 
In effetti non avevo più nessuna ferita, nemmeno un graffio. [MAGGGIAAAAAAH!!!!!!!!!!!] 
“Flumen bravo è stato. Curato ha le tue ferite mentre assopita eri.” [Aspettate…. e allora a che serviva il liquido puffocromato?] Disse Flumen parlando in terza persona e facendo un profondo inchino.
“Sarà meglio che torni al villaggio”
“Fonda è la notte ormai. Domani dai saggi centauri ti accompagneremo” disse Gramen.
“Non preoccuparti devi – disse Flumen – Abituati sono a non vederti per giorni” [No, non lo sono, Kety non si è quasi mai staccata dal sedere di Greg] 
“Questo è vero. [SM=g11422] Ma voi conoscete i centauri?” [SM=x3426448]
“Chi non li conosce…” Disse Gramen sorridendo.
“…sono molto amici a noi. [Non c’è dubbio, ormai Gramen e Flumen parlano come libanesi arrivati su una barcaccia] Noi quattro e i centauri nella battaglia contro i mostri delle paludi combattemmo.” [mostri delle paludi??? [SM=g10284] [SM=g10284] [SM=g10284] [SM=g10255] [SM=g10255] [SM=g10255]  E questi da dove sono cicciati fuori?] 
“M…mostri delle paludi?” [Ah, ecco che kety ha qualche reazione!] 
“Non preoccuparti devi. Più di cinquecento anni fa si estinsero.” [Della serie: uccidiamo i MOSTRI solo perché sono brutti e vivono nelle paludi e facciamo estinguere un’intera specie per questo motivo. YEEEH!] 
“Non disturbare devi la mia paziente” disse Flumen.
“Riposare per molte ore deve, senza te che tutti i nostri fatti racconti, venire facendo il mal di testa” aggiunse sorridendo. [Odio questa parlata, vi prego, uccideteli! Per una volta tengo per te Kety: poni fine alle loro sofferenze!] 
“Mal di testa? Mal di testa? Mal di testa io venire non faccio!”
“A volte la voglia mi viene di quei boccoli verdi bagnarti”
“E a me di nelle radici farti inciampare ogni volta che nel bosco mio passeggi”
“Io nel tuo bosco passeggio come tu nel mio fiume ti bagni”
[SM=g6807] [SM=g6807] [SM=g6807] Kety, ti prego, ti scongiuro, ammazzali! Vuoi anche tu la ragazza ponpon? Ok, dammi una K, dammi una E/A, dammi una T, dammi una Y, KETY!!!! Ok, adesso vai[SM=g11003] ] 
Stavano litigando per gioco, proprio come un fratello e una sorella molto legati, e ogni tanto sorridevano, rivolgendosi a me.
“Non ascoltarla devi! Tutta quell’ erba a volte delirare la fa” [Ah, ecco che cominciano a venire a galla i vizi più osceni dei personaggi FENTASI. GRAMEN PER LA LEGALIZZAZIONE!] 
“Non dargli retta. Così tanto tempo sta con i suoi fiumiciattoli che non più quello che dice sa” [Ma che vuol dire?????  [SM=g11859] [SM=g11859] [SM=g11859] [SM=g11859] [SM=g11859] ]
Infine ci addormentammo tutti e tre insieme ridendo. [KETY! UN MOTIVO IN PIU’ PER ODIARTI! NON RIESCI NEMMENO A FARE L’EUTANASIA A DUE FOLLETTI PAZZI EVIDENTEMENTE MENOMATI!] La notte passo tranquilla e serena come mai avevo trascorso a Knarenn. [Questo l’ha detto anche un paio di capitoli fa se ricordo bene. Ma a Kety tanto basta dormire con persone col suo stesso QI e tutto diventa più bello e RoSaAaAa] 
Il giorno dopo ci avviammo verso Centaurorum Vicus. [Alla fine poi il liquido azzurro non serviva proprio a niente, a meno che non abbia un effetto molto ritardato che la farà implodere] Mentre attraversavamo la radura [visto? VISTO? Che è diventata una RADURA] non avevo rivisto il corpo di Alicia, e questo mi sembrò strano, perché avevo sentito un gruppo di centauri parlare delle arpie, e dicevano che loro non hanno alcun rispetto per i loro simili caduti, e non reclamavano i corpi o facevano riti. Per questo motivo chiesi spiegazioni ai due “bambini”, e mi rispose Gramen:
“Loro non essere uccise da noi possono” [SHOOOOOOOCK [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g8218] [SM=g8218] [SM=g8218] ] 
“Ancora una volta sbagli sorella. Le arpie uccise possono essere da un’altra della loro specie”
“Ci stavo per arrivare. Se tu parlare mi lasciassi…” [Dai, dai, continuate senza perdervi!! [SM=g11422] ] 
“Ma Celeno mi aveva detto che le avevo ucciso la sua combattente migliore”
“Lei ingannava. Lei sempre pretesto cerca per uccidere un nemico” disse Flumen. [E le serve un pretesto? [SM=g10255] “ti voglio uccidere” non basta più?] 
“Ah già! Ora ricordo. Greg aveva detto di andarsene presto dopo aver ucciso un’arpia, ma non ebbi il tempo di chiedergli perché”
Dopo qualche ora di cammino arrivammo alla porta occidentale del villaggio, e loro mi accompagnarono all’interno. Incontrammo Greg sulla strada:
“Riesci mai a passeggiare senza cacciarti nei guai?” [Linciala, avanti! Se lo merita!] 
“Non lo faccio apposta”
“Già, per fortuna che hai incontrato due amici leali”
“Non meno di noi Gregorio lo è – disse Gramen – [Lecchina dei miei stivali [SM=g8142] ] Molto tempo che non ci incontriamo!” Detto questo Gramen e Flumen si inchinarono a Greg, che rispose allo stesso modo. Lui era alto almeno il triplo di loro ed era buffo vederli uno di fronte agli altri. [Più o meno quanto è buffo vedere te che ancora sopravvivi mentre dovresti già essere mangime per polli] Gramen e Flumen rimasero per un po’, poi salutarono:
“Se il destino vorrà presto ci rincontreremo” disse Flumen. [D… Destino? Ma se ha appena finito di dire che abitano vicini!]
“Sempre approssimativo sei. Certo che ci rincontreremo, e anche presto, predetto l’ho” [Grazie, Gramen! Guarda, io predico che forse, questa settimana, incontrerò il mio vicino sul pianerottolo. Se poi si avvera voglio avere la tua stessa fama di veggente, eh!] 
“Noi tutti ne siamo sicuri. Ci rincontreremo” Disse Greg. [E CHISSENEFREGA!!!! Procediamo o no?] 
“Alla prossima avventura” dissero Gramen e Flumen in coro [“Alla prossima avventura con Dora l’esploratrice! CIAUUH!”], come se finalmente avessero trovato qualcosa su cui non discutere tra loro, poi si inchinarono e partirono, sparendo tra gli alberi.
“Sono simpatici quei due” dissi rivolgendomi a Greg [Urca, come un rapporto sessuale con un cactus!] 
“Sono d’accordo con te. [SM=g11422] Ma non devi lasciarti ingannare dalle loro apparenze dolci. [sapevo io che erano dei sadici. Stanotte imploderai, Kety!] Sono molto pericolosi se sei un loro nemico, anche se sono solo in due: possono sostenere una battaglia da soli; forse anche vincerla” [dispensando a tutti liquidi puffocromati da battaglia, e poi confondendoli con il loro parlato] 
“Mi sarebbe piaciuto conoscere anche Rogum e Aera” dissi a Greg mentre camminavamo verso la capanna. [ANCHE A ME! In due mi hanno praticamente mandato al manicomio, figurarsi in quattro!] 

Aggiornamenti – Manuale di Scrittura!

So che è tantissimo che non scrivo, ma appena saprete perché, sono sicura che mi perdonerete. Ebbene… sto finalmente scrivendo un manuale serio di scrittura creativa.

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Quella che vedete sopra è la copertina. Il manuale verrà pubblicato online, probabilmente sul portale amazon, e il prezzo sarà decisamente abbordabile (non più di 5 euro, sicuramente).

Perché ho deciso di scriverlo? Beh, stavo rileggendo le lezioni che ho scritto negli anni su questo blog, e da tempo avevo la sensazione che necessitassero di una revisione e di un ordine logico. Mentre le scrivevo, non seguivo una scaletta: semplicemente, parlavo di quello che in quel momento mi veniva in mente. E per un blog poteva anche andare bene, ma ormai la mole di informazioni si era fatta talmente pesante nella mia testa, che non scrivere un bel manuale ordinato sarebbe stato uno spreco.

E, quindi, eccolo qui. Il manuale si propone di darvi qualche dritta, soprattutto se siete principianti, per evitarvi errori comuni e per aiutarvi nella stesura del vostro primissimo romanzo. Dentro troverete tutti i consigli che vi ho dato in questi anni e molto altro: vi spiegherò, per filo e per segno, come scrivere un romanzo, consigliandovi anche con qualche metodo che adotto io stessa, a partire dal germoglio dell’idea fino alla revisione finale del manoscritto. Il tutto è spiegato con il mio solito stile: semplice, perché così dovrebbero essere tutti i libri di studio, e corredato da tanti esempi che possono aiutarvi a fare vostri anche i concetti più astratti.

Il manuale non è ancora concluso, diciamo che sono circa a due terzi della realizzazione. Però ho una buonissima sensazione per questo progetto, perché è come se si stesse scrivendo da solo. Preparatevi, quindi, a vederlo presto pubblicato sul web!
Ci sto mettendo tutta l’anima e spero davvero di esservi utile.

A presto, pantegane!

Autocritica 12 – Incontro tra vecchi amici

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Capitolo 12 – Incontro tra vecchi amici [ [SM=g10386] chi incontreremo?? BIANCO????]

Il tempo trascorse velocemente: ormai era già passata l’estate ed anche l’autunno, che era stata la stagione più calda [ [SM=g10255]  [SM=g10284]  Perché l’autunno dovrebbe essere più caldo e poi l’inverno torna freddo? Ma che ordine è?]. Ora si cominciavano ad avvistare i primi veri fiocchi di neve, niente a che vedere con quelli della notte di ferragosto [No, mi spiace, non sto più capendo nulla]. Ogni tanto sentivo ancora gli ululati di quei lupi, che percorrevano il loro territorio col trascorrere dell’anno. Nel branco dovevano esserci dei nuovi nati, perché si udiva qualche abbaio da cucciolo ogni tanto.
Tutto procedeva per il meglio e la storia tra Greg e Ophelia procedeva a gonfie vele. [AmMmOrEeeH mi mancava] Io mi ero messa a studiare la lingua dei centauri cominciando dall’alfabeto, che era composto da 30 lettere suddivise in tre gruppi: lettere ordinarie o principali, lettere secondarie e fonemi. Le lettere principali equivalgono alle nostre vocali, quelle secondarie alle consonanti e i fonemi sono i suoni come gh e ch, che si abbreviano con una lettera unica. [Ok, sorvolando sul fatto che questa è la prima e l’unica volta che parlo di questa fantomatica lingua, e sorvolando ancora sul fatto che non ho mai nemmeno riportato mezza frase in lingua originale, direi che possiamo concludere che sì, la mia ossessione per le lingue nasceva FENTASI nasceva qui. ‘Sta cosa l’ho mantenuta nel mio primo libro serio, Gli Eredi di Howel. Andate a leggerlo. Dai, su] Questa lingua è molto usata, ma ormai quasi tutti i centauri e le altre creature sanno parlare la lingua delle fate e degli stregoni [E questi stregoni che ogni tanto diventano maghi… che sono poi solo i maschi di fate. Ma non hanno poteri magici. E le stesse fate che, oltre ad avere una voglia sul collo come le vacche marchiate, sono in tutto e per tutto umane. La fantasia strabordava proprio dal mio cervello, vero?].
Cominciai anche ad esplorare gli spazi circostanti a Centaurorum Vicus, ma non trovai molto [Davvero? Mi aspettavo che descrivessi di nuovo alberi molto grossi e neri]. Ormai avevo esplorato molto e mi mancava solo la parte Ovest, dove mi avventurai con l’arrivo della bella stagione (se così può essere chiamata a Knarenn). [Specifichiamolo, perché non l’avevamo capito dal fatto che l’autunno e l’estate si fregano il clima a vicenda]
Un giorno, mentre camminavo tra gli alberi [MOLTO GROSSI], avvertii un rumore molto sospetto. Era un po’ che mi sentivo seguita e osservata [Strane sensazioni mistiche che arrivano senza che la protagonista abbia alcuna vera e propria capacità per percepirle, semplicemente perché servono a salvarle le chiappone], ma ogni volta che cercavo di scorgere qualcuno, mi rendevo conto di essere (apparentemente) sola [E l’apparentemente tra parentesi era FONDAMENTALE].
Ero arrivata ad un ampio spazio senza alberi, coperto da terriccio nero, ramoscelli secchi e qualche foglia morta da parecchio tempo. [Altro modo per dire: RADURA. Sì, proprio quelle che appaiono all’occorrenza! Fateci caso: se nei FENTASI si deve combattere in mezzo a un bosco, giustamente per fare spazio appaiono sempre le RADUREH] Proprio qui incontrai una vecchia “amica”. [OPS! Mi sa che non è BIANCO. A meno che non si sia servito della chirurgia per cambiare sesso e diventare BIANCA (senza Bernie)]
Stavo riposando quando sentii un urlo agghiacciante e stridulo. Lo avevo già sentito mesi prima e me lo ricordavo molto bene: c’era sicuramente un’arpia nelle vicinanze. Ero proprio al centro dello spazio circolare senza alberi [RADURA, dì le cose come stanno, Arte! Sii onesta con te stessa!] e continuavo a guardarmi intorno: gli urli non provenivano sempre dallo stesso luogo e mi sentivo circondata. [COME FARA’ A SALVARSI LA NOSTRA ErRrOaA?] Le arpie dovevano essere parecchie decine e si stavano decisamente stringendo attorno a me. [muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori] Non molto tempo dopo mi accorsi di aver ragione: le arpie erano più di una cinquantina e ne ero accerchiata. [EVVAI! Dai che questa è la volta buona!  [SM=g8194] ] Mi guardavano con gli occhi felini e urlavano senza sosta. Erano molto simili a Celeno, ma le loro ali erano più piccole e meno eleganti [Perché se non sei una Regina Arpia le tua ali si sviluppano meno, Darwinismo di base proprio]. Io sudavo freddo e tremavo, ma ero sicura di non sembrare troppo impaurita; è una mia abitudine [oddio, sento aria di vanto imminente!]: quando sono in situazioni di pericolo cerco di non sembrare debole e di apparire coraggiosa al cospetto degli altri, anche se è totalmente il contrario. :badass: [Ma che EROA! Sei BrAvIxXxImA!] In quel momento stava accadendo proprio questo. Ad un certo punto un’arpia di fronte a me si fece avanti e mi venne vicinissima. [Non descriverla, mi raccomando. E soprattutto NON scappare, in fondo anche tu ti vuoi morta] All’improvviso mi afferrò il collo e disse:
“Tu devvi esserre quella fatta di cui parla Celenno…” [Ahahahah, e torna il modo di parlare dislessico. Non ci riesco, devo cominciare a ridere già adesso [SM=g9385][SM=g9385]]
“… lei dicce che ti sai trasformarre in luppol!” [LUPPOLO! Come la birra del signor Poretti!]
Io non dissi niente. Era fortissima e mi era impossibile opporre resistenza. [Se fossi scappata prima!] :genius:
“Dicce anche che sei moltto abbile nel combatterre! Mi spiacce contraddirre la mia reginna, ma non sembri perr nientte fortte!” [Ditemi, ora, come cavolo si dovrebbero leggere le ultime tre parole. Forza! DITEMELO]
Lei continuava a guardarmi girandomi la testa da una parte all’altra. Questa arpia aveva le ali più rossicce [Ecco, descrivila adesso che sei in punto di morte! Mi sembra plausibile! Il momento più adatto a rompere la (già di per sé scarsa) suspense], come i capelli e gli occhi. I canini, poi, erano molto sviluppati, come quelli di un vampiro. [EDOARDO CULLENO! C’è il tuo zampino nella fecondazione di quest’essere?]
“Chi ti ha datto il permesso di attraversarre il terrritorrio delle arpie?” [Il buon senso comune le ha detto di farlo. Deve morire per il benessere pubblico]
“Mi dispiace, non lo sapevo” risposi con tono indispettito. [E ancora con questo sarcasmo spicciolo? Ma quanti punti ti toglierà?]
“Comme? Non sapevvi che qui le arpie fanno i lorro niddi? Nessunno dei tuoi amicci centaurri ti ha avvertitto della parte ovvest?” [Mi sa tanto di “ala ovest proibita” della Bella e la Bestia]
Io non dissi niente.
“Beh, peggio per te! Noi non lasciammo nessunno uscirre vivvo dal nostro territorrio” [DIO SIA LODATO!]
A questo punto mi diede un colpo d’ala e mi fece cadere a terra. Io mi trasformai subito in lupo per poterla mordere; Io però continuavo a saltare a vuoto, perché lei riusciva sempre a schivarmi. [E torna il mio spirito di ragazza pon pon: Dammi una A, dammi una R, dammi una P, dammi una I, dammi una A: ARPIA!!!] Le altre arpie la incoraggiavano a colpirmi e urlavano il suo nome: Alicia (che naturalmente pronunciavano a modo loro, e risultava Aliccia). [SII, viva la boxe non convenzionale! Wrestling interrazziale!!]
Lei continuava a colpirmi e a graffiarmi, e ormai ero senza forze. [MUORE!!!! E’ la volta buona, lo sento!]
Alicia mi afferro e cominciò a volare, poi mi fece sbattere contro un albero e caddi. [Dai, muori!] Ero stesa a terra e Alicia continuava ad avvicinarsi; proprio in quel momento vidi un ramo molto robusto e piuttosto appuntito [No….]. Mi trasformai velocemente e lo afferrai [No……..]. Alicia stava volando sopra di me e stava per afferrarmi nuovamente, ma io puntai contro di lei il ramo [NO……..], che si conficco nel suo petto. L’arpia cadde e continuò ad urlare per un po’ di tempo e disse:
“Dannatta!” Poi smise di contorcersi e di lamentarsi giacendo immobile sul terreno: Alicia era morta.[NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! Non è possibile!]
In quel momento mi accorsi che tutte la altre si erano ammutolite e non si sentiva più nessun suono, solo qualche folata di vento tra gli alberi di tanto in tanto. [Intervenite! Che aspettate! Dai! VENDICATEVI TUTTE INSIEME!] All’improvviso sentii una voce conosciuta:
“Oh, c’è una seccatricce”
Notai che si faceva largo tra le altre un’arpia con grandi ali bianche. Con un balzo anche lei mi afferrò al collo e mi bloccò contro un albero.
“ Ci rincontriammo fatta” [Celeno, eccoti! Hai visto che ha fatto quella mentecatta!?! Dai, uccidila tu!]
“Mi serviva proprio una visita di una vecchia amica” :badass:[TACI TU! Sempre che tu sia Kety perchè sai, qui nemmeno si capisce chi parla tra poco]
Celeno strinse ancor di più la presa intorno alla mia gola.
“Non farre l’impertinentte! Devvi saperre che Aliccia era la mia soldattessa migliorre! Lei avrebbe dovutto prenderre il mio posto il giorno della mia mortte” [Mi spiace Celeno, ma anche in un momento DRAMMATICO come questo non riesco a non ridere per come ho pensato di farti parlare] [SM=g9385]
“Quel giorno potrebbe essere oggi” [SEEE, vabbé, tiriamocela meno, EROA] :badass:
Dopo che ebbe udito queste parole mi fece cadere a terra e strinse ancora la mano.
“Non è ancorra giunta la mia orra, e non giunggerrà se non sarò io a vollerlo! Invecce la tua sì. Non avrei mai dovutto lasciarti vivvere diecci messi fa” [Concordo, non avresti dovuto. Rimedia dai. Dai. Adesso però. DAI]
A quel punto prese il ramo dal corpo senza vita di Alicia che si trovava lì vicino e me avvicinò alla gola.
“So di quel ragazzo a cui tienni tanto! Niccolas giusto? Non preoccuparti, vi rincontrerette presto, forse nel regno dei morti, perché farrò unna vissitinna anche a lui” [Celeno, è ora che te lo dica: IO TI AMO!]
Ma appena ebbe smesso di parlare lei si girò e cominciò ad urlare, come se fosse spaventata [Eh? [SM=g10255] [SM=g10255] Che sta succedendo?], quindi volò via insieme a tutte le altre arpie. Io ero rimasta lì stesa e non mi muovevo, perché la ferite mi facevano troppo male. Vidi poi uno strano viso che mi osservava [Vediamo, dai! Vediamo chi devo incolpare stavolta per averti salvata!]: aveva i capelli verdi e ricci lunghi. Anche la pelle era verdina come gli occhi. [Un alien?]
“Fortunata fosti tu ad incontrare me!” disse la creatura con una vocina timida [Ma ce n’è uno che parli normalmente in questo posto? :muoro:  Comunque ho capito: verde che parla scambiando l’ordine delle parole, questo è il maestro Yoda! YODA SARDO!]
“Io curerò e riporterò a Centaurorum Vicus la bella fata dagli occhi azzurri” [Ah, finalmente abbiamo un’informazione sulle caratteristiche fisiche di Kety! E siamo solo al DODICESIMO CAPITOLO!]
Poi non vidi più niente: doveva avermi addormentata in qualche modo.
[Fine. Niente clifjanger. Il libro lo fa apposta, non vuole darmi nemmeno questa soddisfazione [SM=g11003]  Nel prossimo capitolo cercheremo di capire cos’è e da dove è cicciato fuori Yoda Sardo. CHe vi annuncio subito essere femmina… bello far parlare i personaggi senza specificarne neanche il sesso, vero? Non confonde PER NIENTE il lettore]

Immagine del giorno: ragazzi BIANCO mi manca tantissimo.
Questa è l’immagine da cui ho copiato tratto la scena della sua prima apparizione.

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Lezione 43 – Il lessico

Nella nostra lunga scalata verso la cinquantesima lezione, oggi parliamo di lessico.  Non ve lo nasconderò: è stato uno dei miei grandi problemi nel mio processo di crescita artistica. Essenzialmente io avevo due grandi difetti: mettevo troppe virgole e usavo un lessico poco vario o inadeguato, appunto. Sono, infatti, queste le due caratteristiche principali che dovete tenere presente per ottenere un buon lessico: VARIETÀ e ADEGUATEZZA.

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VARIETÀ: Serve anche e soprattutto per evitare ripetizioni. Errore comune, ad esempio, usare lo stesso verbo per descrivere la stessa azione. Come è facilmente intuibile anche dal punto di vista logico, questo non sarebbe propriamente sbagliato, ma a lungo andare diventa pesante. L’esempio più classico: usare il verbo “dire” alla fine di un discorso diretto.

“Addio” disse Gertrude.

“Non addio, arrivederci” disse Mario.

“Lo spero tanto” disse Gertrude.

Ecco, ovviamente qui la cosa è esagerata (come in tutti gli esempi che faccio io, volutamente eccessivi per far capire il concetto in modo immediato). Ma anche se i verbi “disse” non fossero così vicini l’uno all’altro, se fossero quindi sparsi per l’opera, ma comunque troppo frequenti, sarebbe sbagliato. Magari non danno la sensazione di ripetizione, non essendo del tutto attaccati, ma certamente rendono il lavoro un pochino sciapo. Esistono, infatti, un’infinità di modi di dire la stessa cosa, o magari anche di variare leggermente la sfumatura. Ad esempio, sinonimi molto versatili del verbo dire, con sfumature di azioni diverse: proferire, intervenire, domandare, esclamare, chiedere, rispondere, sottolineare, redarguire, urlare, strillare, sussurrare, tuonare, consigliare, suggerire… sono potenzialmente MIGLIAIA e voi potreste anche non usare mai lo stesso verbo per descrivere un’azione.

“Addio” sussurrò Gertrude.

“Non Addio, Arrivederci” la corresse Mario.

“Lo spero tanto” sospirò Gertrude.

Vedete come già il tutto sembra molto meno infantile, più ricercato, in definitiva più ARTISTICO. Questo ovviamente si applica a ogni tipo di azione ripetitiva, che rischia quindi di essere non propriamente trattata  durante il vostro lavoro. VARIATE!

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ADEGUATEZZA: Questo è un punto molto ampio. Non si tratta solo di parlare in modo appropriato nel libro, ma anche di far parlare in modo appropriato i personaggi. E appropriato non vuole dire perfetto, ma adatto al contesto. Ad esempio, in Harry Potter, i discorsi diretti di Hagrid presentano per la gran parte errori di grammatica. E questo è un lessico appropriato, visto che Hagrid è un personaggio non colto. O, ancora, Ron finisce sempre col dire “Miseriaccia!” e anche questo è un lessico appropriato, perché fa capire subito chi sta parlando. Leggendo “Miseriaccia!” anche senza che il narratore citi il personaggio, voi sapete già che è stato Ron, e questo evita allo scrittore di dover inserire SEMPRE la citazione prima o dopo la frase diretta (vedere mio esempio precedente). Quindi, ecco, cercate di ENTRARE NEL PERSONAGGIO. Parlate come parlerebbe lui. E fidatevi, è la cosa forse più complicata da fare, quella che ancora oggi a volte mi mette in difficoltà: è molto facile lasciarsi andare all’estro, e in generale al proprio modo di parlare. Ma se siete scrittori dovete saltare da un personaggio all’altro, e più siete bravi a differenziare i linguaggi, più il lettore si sentirà immerso nella lettura. Modi per farlo sono, appunto, inserire piccoli errori, o al contrario paroloni altisonanti che non direste mai se state facendo parlare un personaggio molto colto. Inserire parole ripetute spesso dal personaggio, come già detto, aiuta molto. O anche modi di dire tipicamente colloquiali, che non vi sarebbero permessi in fase di narrazione, come sbagliare un congiuntivo. Insomma, non abbiate paura di differenziare e, in un certo senso, anche di sbagliare apposta, se è di beneficio al carattere del personaggio! Ma ancora questo punto non è finito. Già perché dovete essere appropriati SEMPRE. Non solo nei discorsi diretti, ma anche in tutto il resto della narrazione, che deve essere adatta al contesto, cioè al target e al genere del libro.  Per target si intende il pubblico a cui è rivolto, e il genere, beh, è il genere, horror, rosa…  Ecco, per fare un esempio, se dovete descrivere una scena di una sparatoria in un poliziesco per ragazzi dovrete limitarvi a espressioni come “Sparò” o “Venne ferito”. Se invece la stessa scena la fate in un Noir per adulti potete lasciarvi andare a cose come “Gli esplose il cranio”. Tutto ciò dovete ovviamente giudicarlo voi. Dovete mettervi nei panni del lettore, proprio come fate per i personaggi nei discorsi diretti. Vi mettete nella sua situazione e vi chiedete “Sono un ragazzino di 13 anni, cosa voglio e cosa posso leggere?”, “Sono una donna di 53 anni, cosa voglio leggere?”. A seconda di quanto siete bravi a capire il vostro target, avrete un lessico sempre più appropriato, e potrete evitare gaffe come termini e argomenti troppo spinti per un pubblico troppo giovane (Esempio a caso: AMORE 14… COFF… COFF…).

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Spero, come al solito, di essere stata chiara e utile! Non fatevi remore a chiedere eventuali chiarimenti.Alla prossima lezione e buona vita!