Lezione 44 – La copertina

Salve pantegane!
Oggi andiamo con una lezione non proprio convenzionale. Parliamo, infatti, della copertina di un romanzo. In tanti mi chiedete come farla, se serve… ecco, diciamo che in linea di massima NO, una copertina NON SERVE a niente, a meno che non vi auto pubblichiate. Già perché se avrete la fortuna di essere pubblicati da un editore è praticamente impossibile che tengano la vostra. Quindi no, la copertina non è necessaria né indispensabile, anzi, nel momento dell’invio del manoscritto all’editore non dovrete nemmeno includerla.

Detto ciò, come scrittrice so quanto è bello vedere un libro veramente completo, in tutto e per tutto, stampato e quindi anche con una bella copertina. Quindi il vostro desiderio è del tutto legittimo. Ma so anche che farsi fare una copertina non è semplice, spesso anzi potrebbe costare parecchio. La soluzione è ovviamente il fai-da-te.

Cominciamo con lo sfatare un mito: NON SERVE SAPER DISEGNARE PER FARE UNA COPERTINA DECENTE! La mia dote artistica in quell’ambito è pari a quella di un gerbillo, sono letteralmente al livello di saper disegnare solo stickmen. Ma ho sempre e comunque fatto io le copertine dei miei lavori, e questo grazie al senso estetico e ai rudimenti di Photoshop. I secondi non ve li posso insegnare ora. Non solo perché, lo ammetto, in un articolo, senza avervi faccia a faccia, non ne sono in grado, ma anche perché non è il luogo adatto: nel resto dell’Internet potete trovare tutorial ben fatti e spiegati meglio di quanto farei io. Andrò volentieri a parlare, invece, del primo fattore, il senso estetico.

Cosa prendo in considerazione quando faccio una copertina, per me o per altri? La prima cosa a cui penso è l’atmosfera del libro, e da lì parte tutto. Pensando attentamente alla storia, al genere del libro, agli elementi caratteristici, si può davvero ricavare molto. Ad esempio: voglio una copertina chiara o una copertina scura? Chiara salta di più all’occhio ma rischia di essere fredda e asettica, scura è più classica e calda, ma rischia di essere meno originale. O, ancora, che immagine di sfondo mettere? Qual è la cosa più importante del libro (un oggetto, un’ambientazione, una persona)? Che sensazione complessiva deve dare la copertina (misteriosa, allegra, seria…)? Che font posso usare per rendere questa sensazione?
A tutte queste cose dovete saper rispondere voi, se si tratta del vostro lavoro, o dovete essere bravi a ricavarle se state facendo la copertina per altra gente, o leggendo il lavoro o chiedendo all’autore. Io qui posso solo darvi qualche esempio per cercare di farvi capire meglio cosa intendo. Descriverò, quindi, il processo creativo di ogni copertina da me creata, che sia per i miei libri o per commissioni.

Per la mia primissima copertina, anche perché ero alle prime armi, avevo deciso di rimanere sul semplice. Avevo cercato di ispirarmi a un antico volume, quando ancora non si usavano le immagini di sfondo. Essendo un Fantasy volevo che desse l’idea di un tomo antico, senza fronzoli, di quelli con gli angoli decorati e protetti da mascherine triangolari di metallo: insomma, un vecchio volume, magari contenente ballate, saghe epiche… Beh, questo è quello che ne è uscito. Ricordatevi una regola generale: alla semplicità dovete compensare con l’elaboratezza, al chiaro dovete compensare con lo scuro. Significa che se avete uno sfondo molto semplice, con il font potete lasciarvi andare a qualcosa di più elaborato (altrimenti semplice su semplice risulterebbe scialbo); e viceversa, quindi se avete uno sfondo molto complesso il font deve essere semplice. Idem per i colori: chiari su sfondo scuro, scuri su sfondo chiaro. Questa che vedete del mio primo romanzo è una copertina estremamente semplice, davvero tutti possono farla. Ma vi assicuro che può svolgere il suo lavoro egregiamente, infatti stampata su supporto rigido la ADORO (come vedete avevo cambiato il colore da nero a bordeaux, per dare ancora di più l’idea di libro antico).

Coleridge's Rime

Passiamo al mio secondo romanzo, Coleridge’s Rime. Genere completamente diverso (fantascientifico/psicologico/distopico), e qui volevo osare di più con uno sfondo. Ma cosa mettere? L’idea migliore è sempre basarsi su un oggetto, un personaggio o un’ambientazione ricorrenti, e nel mio caso era il deserto nord americano, tipico degli stati come Arizona, New Mexico, Nevada e Texas. In più volevo che desse la sensazione di arido, giallo, caldo, soffocante, ed ecco spiegata la scelta di mettere la foto in stile “schizzo” bicromatico (sì perché altro non è che una semplice foto della Monument Valley, modificata solo successivamente per sembrare un disegno). Come dicevo prima, se lo sfondo è più complesso, se “ruba l’occhio” di chi guarda, se insomma l’immagine fa da protagonista, bisogna che il titolo sia più semplice, e in questo caso è appunto più piccolo, in alto a sinistra, quasi fuori inquadratura. Altra regola generale: se potete, se avete spazio libero, non sovrapponete il testo con il disegno! Crea confusione!
Ecco che prontamente vado a sfatare questa mia affermazione:

Storia

Titolo sovrapposto perché non c’era spazio.
Per il mio terzo libro il genere era ancora una volta diverso (Commedia psicologica). Quindi, anche qui, mi sono chiesta quale fosse l’oggetto ricorrente, e le risposte sono state due: la ragazza protagonista e un acchiappasogni. A quel punto mi è bastato trovare un disegno su Google, modificarne leggermente i colori e inserire il titolo, che volevo fosse in stile country, sempre per questione di attinenza allo stile della storia. Siete liberi di usare ciò che trovate pubblicamente su internet, ma attenzione a non violare nessun copyright, nel caso usiate l’immagine a scopo commerciale (ad esempio, auto pubblicandovi. Nessun problema in caso di uso personale).

OK OK

Per il mio ultimo romanzo ho voluto fare una cosa ancora diversa. Ho inserito un oggetto significativo (la maschera da medico della peste) ma ho cercato di fare in modo che fosse una copertina completamente diversa da quelle di solito usate per il genere horror: ecco perché lo sfondo chiaro, venuto quasi per sbaglio. Stavo, infatti, provando in tutti i modi a farlo nero, ma avvertivo che c’era qualcosa che non andava, poi mettendolo in bianco ecco l’illuminazione! Insomma, osate! Non abbiate paura di fare qualcosa fuori dagli schemi!
Da qui in poi vediamo qualche copertina che ho fatto su commissione.

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Questa è la copertina che ho fatto per il libro di mio padre, come potete notare dal cognome dell’autore. Libro storico, quindi ho cercato un’immagine storica. Ma qui vorrei porre l’accento sui colori: il titolo infatti è dello stesso identico colore della fascia rossa sulla spada. Riprendere i colori di certi particolari darà sfarzo alla vostra copertina!

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Questo è il fantasy di una mia amica. La storia si incentrava molto sul proteggere la natura, da qui l’idea di mettere un albero in copertina. Viola è semplicemente il nostro (sì, di entrambe) colore preferito, e il simbolo in basso a sinistra è voluto dall’autrice stessa (da lei disegnato). Anche questa non era che una foto che poi io ho modificato. Qui attenzione a un’altra cosa: la disposizione del titolo. Se avete un titolo piuttosto lungo, non abbiate paura di fare un “collage”: le parole meno importanti più in piccolo, le altre in grande. Il tutto posizionato in modo da creare un equilibrio piacevole alla vista, ma non per forza lineare.

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Anche questa, copertina su commissione per un amico. L’immagine è di internet, ma molto modificata in quanto per dare sensazione di mistero ho dovuto cancellare e mettere in ombra buona parte del viso della ragazza. Poi, come dicevo anche in precedenza, notate i colori delle scritte che sono ripresi dagli occhi di lei. Ricordatevi sempre che, a meno che non siate Stephen King, il titolo va sempre più grande del nome!

Bene, in realtà ce ne sono altre, ma quello che dovevo dire l’ho detto. Spero vivamente che la lezione sia stata (un pochino) utile. Non esitate a chiedere consigli, se vi servono! E magari possiamo anche lavorare insieme a qualcosa, se siete in difficoltà con il fotoritocco.

Alla prossima lezione!

Lezione 43 – Il lessico

Nella nostra lunga scalata verso la cinquantesima lezione, oggi parliamo di lessico.  Non ve lo nasconderò: è stato uno dei miei grandi problemi nel mio processo di crescita artistica. Essenzialmente io avevo due grandi difetti: mettevo troppe virgole e usavo un lessico poco vario o inadeguato, appunto. Sono, infatti, queste le due caratteristiche principali che dovete tenere presente per ottenere un buon lessico: VARIETÀ e ADEGUATEZZA.

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VARIETÀ: Serve anche e soprattutto per evitare ripetizioni. Errore comune, ad esempio, usare lo stesso verbo per descrivere la stessa azione. Come è facilmente intuibile anche dal punto di vista logico, questo non sarebbe propriamente sbagliato, ma a lungo andare diventa pesante. L’esempio più classico: usare il verbo “dire” alla fine di un discorso diretto.

“Addio” disse Gertrude.

“Non addio, arrivederci” disse Mario.

“Lo spero tanto” disse Gertrude.

Ecco, ovviamente qui la cosa è esagerata (come in tutti gli esempi che faccio io, volutamente eccessivi per far capire il concetto in modo immediato). Ma anche se i verbi “disse” non fossero così vicini l’uno all’altro, se fossero quindi sparsi per l’opera, ma comunque troppo frequenti, sarebbe sbagliato. Magari non danno la sensazione di ripetizione, non essendo del tutto attaccati, ma certamente rendono il lavoro un pochino sciapo. Esistono, infatti, un’infinità di modi di dire la stessa cosa, o magari anche di variare leggermente la sfumatura. Ad esempio, sinonimi molto versatili del verbo dire, con sfumature di azioni diverse: proferire, intervenire, domandare, esclamare, chiedere, rispondere, sottolineare, redarguire, urlare, strillare, sussurrare, tuonare, consigliare, suggerire… sono potenzialmente MIGLIAIA e voi potreste anche non usare mai lo stesso verbo per descrivere un’azione.

“Addio” sussurrò Gertrude.

“Non Addio, Arrivederci” la corresse Mario.

“Lo spero tanto” sospirò Gertrude.

Vedete come già il tutto sembra molto meno infantile, più ricercato, in definitiva più ARTISTICO. Questo ovviamente si applica a ogni tipo di azione ripetitiva, che rischia quindi di essere non propriamente trattata  durante il vostro lavoro. VARIATE!

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ADEGUATEZZA: Questo è un punto molto ampio. Non si tratta solo di parlare in modo appropriato nel libro, ma anche di far parlare in modo appropriato i personaggi. E appropriato non vuole dire perfetto, ma adatto al contesto. Ad esempio, in Harry Potter, i discorsi diretti di Hagrid presentano per la gran parte errori di grammatica. E questo è un lessico appropriato, visto che Hagrid è un personaggio non colto. O, ancora, Ron finisce sempre col dire “Miseriaccia!” e anche questo è un lessico appropriato, perché fa capire subito chi sta parlando. Leggendo “Miseriaccia!” anche senza che il narratore citi il personaggio, voi sapete già che è stato Ron, e questo evita allo scrittore di dover inserire SEMPRE la citazione prima o dopo la frase diretta (vedere mio esempio precedente). Quindi, ecco, cercate di ENTRARE NEL PERSONAGGIO. Parlate come parlerebbe lui. E fidatevi, è la cosa forse più complicata da fare, quella che ancora oggi a volte mi mette in difficoltà: è molto facile lasciarsi andare all’estro, e in generale al proprio modo di parlare. Ma se siete scrittori dovete saltare da un personaggio all’altro, e più siete bravi a differenziare i linguaggi, più il lettore si sentirà immerso nella lettura. Modi per farlo sono, appunto, inserire piccoli errori, o al contrario paroloni altisonanti che non direste mai se state facendo parlare un personaggio molto colto. Inserire parole ripetute spesso dal personaggio, come già detto, aiuta molto. O anche modi di dire tipicamente colloquiali, che non vi sarebbero permessi in fase di narrazione, come sbagliare un congiuntivo. Insomma, non abbiate paura di differenziare e, in un certo senso, anche di sbagliare apposta, se è di beneficio al carattere del personaggio! Ma ancora questo punto non è finito. Già perché dovete essere appropriati SEMPRE. Non solo nei discorsi diretti, ma anche in tutto il resto della narrazione, che deve essere adatta al contesto, cioè al target e al genere del libro.  Per target si intende il pubblico a cui è rivolto, e il genere, beh, è il genere, horror, rosa…  Ecco, per fare un esempio, se dovete descrivere una scena di una sparatoria in un poliziesco per ragazzi dovrete limitarvi a espressioni come “Sparò” o “Venne ferito”. Se invece la stessa scena la fate in un Noir per adulti potete lasciarvi andare a cose come “Gli esplose il cranio”. Tutto ciò dovete ovviamente giudicarlo voi. Dovete mettervi nei panni del lettore, proprio come fate per i personaggi nei discorsi diretti. Vi mettete nella sua situazione e vi chiedete “Sono un ragazzino di 13 anni, cosa voglio e cosa posso leggere?”, “Sono una donna di 53 anni, cosa voglio leggere?”. A seconda di quanto siete bravi a capire il vostro target, avrete un lessico sempre più appropriato, e potrete evitare gaffe come termini e argomenti troppo spinti per un pubblico troppo giovane (Esempio a caso: AMORE 14… COFF… COFF…).

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Spero, come al solito, di essere stata chiara e utile! Non fatevi remore a chiedere eventuali chiarimenti.Alla prossima lezione e buona vita!

Lezione 42 – KISS

Keep It Simple, Stupid: KISS.
E’ una regola d’oro da non scordare mai: la regola del bacio, che in inglese è appunto Kiss. L’acronimo, letteralmente, si traduce con “Rimani sul semplice, stupido!” e in realtà è usato nel linguaggio di programmazione informatica. Ma nulla ci vieta di prenderlo a prestito, perché in fondo scrivere righe di codice e scrivere fiction non è così diverso: in entrambi i casi bisogna essere schematici, semplici… voi poi dovrete aggiungere una buona dose di poeticità, di mano artistica, ma questo è il meno. L’importante è, appunto, che siate SEMPLICI. Semplici fino a sentirvi stupidi.
Vado a spiegare meglio.

Molto spesso semplicità e banalità vengono confuse, ma non sono la stessa cosa. Ad esempio, la trilogia di “50 sfumature” è BANALE, ancorché scritta in modo semplice. “1984”, invece, di Orwell, è SEMPLICE ma mai banale. Voi, ovviamente, dovete puntare a questo secondo esempio: pensate la trama più complessa e originale che vi viene in mente, inserite flashback, flash forward, intrecciate tutto in modo da ingarbugliarvi il cervello da soli… ma, quando verrà il momento di scrivere, di spiegare per filo e per segno cosa sta succedendo, siate SEMPLICI, come se doveste spiegarlo a un bambino di 4 anni. Non abbiate paura di essere scialbi, raramente uno stile semplice lo è, se opportunamente corredato di una trama vincente. Dovete semplicemente provare a spiegare tutto come se la persona meno intelligente del mondo dovesse capire, fate della chiarezza la vostra dea.
Questo vi aiuterà per varie ragioni:

  • Primo e più importante, vi aiuta a non dare niente per scontato. Scrivendo, infatti, l’autore ha già ben chiara la trama nella sua testa. Non ha bisogno di spiegarla a sé stesso, perché l’ha inventata, la conosce già. Questo può facilmente portarlo a dare informazioni fondamentali per scontate. Facciamo un esempio banale: l’autore ha una foto mentale del proprio protagonista, quindi sa come è fatto. Ma se si perde a descrivere con paroloni altisonanti il paesaggio, la bellezza della donna amata, i sentimenti degli amanti, e poi si dimentica di dire che il tizio, semplicemente ha gli occhi verdi, allora i lettori non sapranno MAI che questo ha gli occhi verdi. Se fosse un dettaglio importante verrebbe perso nel tentativo di filosofeggiare su altre questioni di minore importanza. Non abbiate paura di descrivere le cose come stanno, senza troppi giri di parole. Descrivete come se chi legge fosse un bambino di 4 anni. Sarete chiari, riassuntivi, direte solo l’essenziale.
  • Vi permette di non annoiare. Sì perché, come mi è capitato di dire più volte, la cosa peggiore che un libro possa fare, a mio avviso, è l’annoiare. Ed è facilissimo cadere in questo errore: basta soffermarsi troppo tempo su particolari inutili, o peggio usare un linguaggio troppo ricercato nel tentativo di mostrarsi intelligenti. Ricordate: VOI NON SIETE UN PROFESSORE, QUELLO CHE SCRIVETE NON E’ UN SAGGIO! Non avete alcun bisogno di dimostrarvi intelligenti, di sopraelevarvi rispetto al lettore. Farlo sentire stupido non è vostro compito. Voi dovete intrattenerlo, farlo divertire, farlo immergere nella vostra storia, quindi non usate termini troppo ricercati, desueti, frasi lunghissime per far vedere che sapere usare le subordinate… NO! Siate semplici, come se quella storia doveste raccontarla a voce alta.
  • Vi permette di raggiungere un pubblico più ampio e, soprattutto, di non offendere il lettore, che inevitabilmente si sente sminuito di fronte ad un autore che sfoggia il proprio lessico con aria pomposa.

 

Ora, provo a farvi un esempio molto veloce di cosa dovreste fare. Iniziamo con un testo troppo complicato:

Flavo, com’era d’aspettarsi dalla stirpe caucasica, il di lei crine, ispido, indomito. Cercai un bagliore rovente nelle iridi e non lo rinvenni, annegai nel turchese.

Che, ok, forse si capisce che sto parlando della faccia di una donna… ma un libro tutto così stancherebbe molto di più delle mie due righe, ve lo assicuro!
Ora, una cosa banale, scialba, descritta in maniera troppo disinteressata.

Era una donna. Aveva i capelli biondi. Gli occhi azzurri.

Quello che voi dovete fare è una via di mezzo. Parlate in maniera chiara, lineare, come fareste di persona. Aggiungete pure qualche virtuosismo, ma sempre e comunque rimanendo nella lingua corrente, sui termini che tutti possono comprendere.

Era una ragazza dall’aria selvaggia, caucasica. I capelli le ricadevano sulle spalle in morbidi boccoli biondi e dagli occhi turchesi, senza una traccia di sfumature più calde, mi lanciava sguardi di ghiaccio.

Questo vi impone di non usare termini strani, ormai non più in auge, o espressioni come “ella” o “vi era” (tutte cose che gli esordienti usano spesso, appunto nell’inutile tentativo di suonare più maturi).
Insomma, non abbiate paura di suonare semplici, di sembrare “persone che parlano normalmente”. Siete scrittori! Ed essere scrittori non significa sfoggiare l’uso di termini incomprensibili, bensì saper intrattenere silenziosamente, come se la vostra presenza non fosse nemmeno percettibile, come se l’autore non esistesse e la storia parlasse da sola. Voi dovete sussurrare agli orecchi dei lettori, insinuarvi nei loro pensieri furtivamente, e lì seminare la storia, farla germogliare, da sola, perché è lei che conta, non la vostra orgia d’estro. I lettori vogliono storie alla loro portata, che possano capire e apprezzare. Non vogliono un araldo di corte che annuncia la trama con il petto gonfio e la fanfara.
Keep it simple, Stupid!

Autocritica 11 – Ululati in lontananza

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Capitolo 11 – Ululati in lontananza [Sento aria di poeticità azzardata, che riletta al giorno d’oggi sarà solo una cavolata dietro l’altra] 

Intanto il tempo passava velocemente a Centaurorum Vicus: I giorni divennero settimane, e le settimane diventarono a loro volta mesi. [Un modo quasi normale di fare un salto temporale. Brava!] Ormai era il giorno di mezz’estate, ovvero l’anniversario del mio arrivo a Knarenn. [Perché Ferragosto non fa FENTASI]
Tutto andava più o meno come i mesi precedenti e io continuavo a vivere insieme a Greg [Emancipazione portami via. Non ti sei fatta REGALARE un tipì?] , che ora non arrossiva più mentre parlava con Ophelia. Infatti era ormai ufficiale: si erano fidanzati. [L’AmMmOrEeEHh regna!!!!]
Ormai non pensavo più di ritornare al mio isolotto [ [SM=x3426448] ‘sta frase torna sempre], che era sceso di grado da casa permanente a rifugio utilizzabile solo se strettamente necessario.
Naturalmente, io continuavo a pensare a Nick [naturalmente], e a un modo per toglierlo dai guai. Però più pensavo, e più mi convincevo che non c’era proprio modo di parlargli. [Più pensavi, più i neuroni decidevano di emigrare in un cervello più accogliente]
Era un po’ di tempo ormai che non mi trasformavo in lupo cominciai a capire che avrei dovuto ricominciare [ODDIO, DA’ DIPENDENZA! Deve RICOMINCIARE come si fa col fumo e la droga]. Infatti era un po’ di tempo che mi sentivo male e mi spuntavano peli su un braccio o su una gamba. [AHAHAHAHAH, questa parte non la ricordavo! [SM=g9385]] Un centauro molto anziano mi consigliò di non stare molto tempo senza trasformarmi, così cominciai una specie di terapia: almeno un’ora al giorno sotto forma di lupo. [Terapia difficilissima da seguire, visto che sotto forma di lupo sembri capace anche di dividere il mar rosso]
Comunque il giorno di ferragosto fu un giorno abbastanza triste. [SM=x3426448]
Rimasi chiusa nella capanna per la maggior parte del tempo, pensando a Jenny e a White [BIANCO. Non l’hanno ancora capito come si chiama!]. Il cielo era nuvoloso e nero, e rendeva anche Centaurorum Vicus un posto inospitale.
Nel pomeriggio Greg entrò:
“Dovresti uscire” [Perentorio, senza interpunzione]
“E perché? Lo sai che giorno è oggi?”
“Sì, [[SM=g10386] [SM=g10386] Sa anche che giorno è!] ma dovresti cominciare a prendere le tue sventure con filosofia. Non puoi diventare triste ogni giorno che ti ricorda qualche avvenimento, anche perché così saresti triste ogni giorno! [ADDIRITTURA! Ma se per la maggior parte del tempo ha vissuto tra rose e fiori, anche a knarenn, col cibo che le pioveva in fronte e le ORSE che non riuscivano a scalfirla?]
Pensa che ora mancano solo due anni” [SOLO]
Io non risposi, stavo praticamente cadendo in depressione. [praticamente, perché, teoricamente no?]
“Tu hai qualcosa che non va! [SM=x3426448] Tirati su, tanto non puoi farci niente!
Cosa dovremmo dire noi centauri? Sono molti secoli che siamo qui.
Stare qui ha significato quasi estinguersi per le ninfe e le sirene, ma se ora ne incontrassi una ti parrebbe la creatura più felice del mondo” [E i bambini in africa muoiono!]
“Tu non capisci! Mi hanno tolto da tutto quello che conosco. Questo anno è durato più di quanto pensassi, e ne mancano ancora due. Mi spiace deluderti Greg, ma non sono una persona ottimista, o almeno non più” [ [SM=g10386] [SM=g10386] E’ dIvEnTaTa CuPiXxXiMa, PoVeRa!!!]
“Senti, io sto cercando di consolarti, ma non posso fare altro.” [Greg, puoi: sbattila fuori da casa tua e lasciala vivere ancora da sola, vediamo se non rimpiange di essere stata pessimista!]
Ci fu un attimo di silenzio, poi cercai di non far degenerare la situazione
“Scusami. [ [SM=g10386] [SM=g10386] Si è evoluta ulteriormente, ora chiede anche SCUSA] Hai ragione, come al solito. [SM=x3426448] Non posso scaricare la mia infelicità su di te, ma devi capirmi. La vita a me non ha dato mai niente. [ [SM=g10861] Sicura? Ti ha dato un collegio che più che un collegio sembrava un parco giochi, ti ha dato quello sfigato di Nick, ti ha dato quella sadica di Jenny, e poi BIANCO, che non è da poco, e poi case regalate, e fortuna eterna, e cibo dal cielo come in piovono polpette, e un TIPI’ caldo e un centauro muscoloso come The Rock a proteggerti. CHE ALTRO VUOI?] Mi ha tolto i genitori e messa in un collegio ad appena un anno. [Allora non te li ricordi, non puoi soffrire per questo] Poi, quando avevo cominciato ad adattarmi e a fare amicizie [COMINCIATO??? A 18 anni? E prima che hai fatto?], mi ha portata qui, in questa foresta morta, dove le piogge sono tossiche e gli animali crudeli [gli AnImALi CrUdElIxXxImI: forse perché loro devono MANGIARE, e non sono così fortunati come te da avere la dispensa celeste. Detto ciò, ricordiamoci che l’animale più pericoloso che ha incontrato è stato il serpente… che mordendola l’ha AIUTATA]
“Nemmeno io sono stato felice nella mia vita. [CHISSA’ COSA GLI E’ CAPITATO! Tranquilli, tranquilli: NON lo spiega] Ma poi, quando meno te lo aspetti, succede qualche cosa che ti rende felice.” [Perla di saggezza alla Yoda]
Detto questo se ne andò. [Gesto che lo carica di MISSSTERO]
Scese la notte e tutti si addormentarono. Allora uscii dalla capanna. [Con la muffa in ogni parte del corpo] In giro no c’era nessuno e io cominciai a girovagare.
Camminando arrivai al cancello nord, e lì mi fermai.
Non so cosa mi stesse passando per la testa, ma all’improvviso mi trasformai e uscii, senza farmi vedere dalle sentinelle. [Che PaxXxErElLa!!!]
Camminai per qualche ora senza una meta [Riuscirai a tornare a casuccia, io mi domando?], poi sentii un ululato in lontananza. [SM=g10386] Mi fermai e decisi di ascoltare ancora. Non era un solo lupo, ma almeno tre, o forse anche di più. Dovevano essere molto lontani, ma decisi comunque di andare da loro. [PERDITI! PERDITI! PERDITI! PERDITI!] Corsi fino ad arrivare ad un lago, molto più grande del Repercussio o di quello del mio isolotto [Ma quanti laghi che si trovano a Knarenn! Non è una foresta, è un arcipelago]. Anche se era agosto non era per niente caldo (come era solito nella foresta), anzi, quella fu una delle notti più fredde di tutta la mia permanenza a Knarenn. C’era anche un po’ di neve sul terreno, ma si sarebbe sciolta presto.[Come fa a sciogliersi presto se è freddo ed è AGOSTO? Andate verso l’autunno e l’inverno, è probabile che aumenti, non che diminuisca. A meno che Knarenn non si trovi nell’emisfero australe] Sentii un altro ululato, più vicino questa volta. Mi accorsi che c’era un piccolo branco di lupi sull’altra sponda dal lago. Erano grigi e molto grossi [MOLTO GROSSI, mi raccomando! Mamma mia, Kety ha proprio una fisima per tutto ciò che è MOLTO GROSSO, e potrei farci saltare fuori fior fior di doppi sensi, ma l’ho già fatto in innumerevoli capitoli e mi ripeterei]; all’inizio ne vidi solo tre, poi ne apparve un altro da dietro gli alberi. Anche loro mi guardavano immobili, allora io abbaiai. Il più grosso ululò e continuò a guardarmi. [Questa scena è BALTO. Sputata. Spudorata.] In realtà non capivo esattamente cosa volesse dirmi, ma l’istinto mi faceva più o meno capire. Il lupo, forse il capo branco, mi aveva chiesto chi fossi. [Ma non capivi “più o meno”? A me sembra che capisci molto bene!]
Io risposi abbaiando, sempre guidata dall’istinto. Lui abbaiò e ululò ripetutamente. In pratica aveva detto di raggiungerlo [Sempre in pratica, in teoria MAI E POI MAI]. Io allora mi guardai intorno e cominciai a costeggiare il lago correndo, poi arrivai finalmente dai lupi. Loro non dissero niente e ricominciarono ad ululare tutti insieme, poi il capo branco si fermò e mi invitò, sempre abbaiando, ad unirmi a loro. [E che senso ha ululare tutti insieme? Stereotipare i lupi: fatto!]
Intanto a Centaurorum Vicus udirono degli ululati in lontananza. [Oh mamma, il cambio di PdV dovrebbe essere DRAMMATICO]
Continuammo ad ululare per tutta la notte [Perché i lupi non hanno di meglio da fare la notte. Non so, cacciare? Riprodursi? Accudire i cuccioli? Dormire? Piantare grane a Centaurorum Vicus?], poi venne l’alba chiarissima [non MOLTO GROSSA?] e io mi congedai.
Cominciai a correre per ritornare a Centaurorum Vicus, ma quando fui a circa duecento metri di distanza, un altro ululato mi fermò. Era di nuovo il capo branco che mi salutava a modo suo. Io risposi ugualmente, poi il branco se ne andò scendendo dalla parte opposta della collina.
Continuai il mio viaggio e, nel giro di qualche ora, arrivai al cancello nord. Le sentinelle ora erano raddoppiate [Perché, non sarebbe meglio farle raddoppiare di notte?], ma io mi trasformai in Kety e mi lasciarono passare [E allora perché per uscire non ti sei fatta vedere, se puoi andare e venire quando ti pare?]. Le domande non furono poche:
“Come avete fatto ad uscire dal villaggio passando inosservata” [Abbiamo una nuova fornitura di punti interrogativi. Non sono più gratis perché ne prendi troppi e stiamo fallendo —> ??????]
“Ero sotto forma di lupo! I lupi sanno essere silenziosi e furtivi” [Quanto mi suona stupida questa frase [SM=g11422] ]
“Conoscete le regole: nessuno esce dal villaggio dopo il tramonto, è una questione di sicurezza” [Ah, ecco perché non voleva farsi vedere. Ok, stavolta passi]
“Beh, eccomi qui, non mi è successo niente”
Tutti i centauri presenti si guardarono negli occhi, poi uno sospirò e disse:
“Potete passare, ma che non accada nuovamente” [E io già vedo che accadrà nuovamente, lo sento proprio nelle ossa]
“Statene sicuri” risposi facendo un inchino profondo.[CEEERTO]
Avevo imparato che i centauri gradivano molto gli inchini ad ogni congedo, anzi, non farlo era un sorta di offesa. [Inseriamo informazioni sulla cultura dei mostri ibridi senza alcun nesso logico]
Attraversai l’ingresso e mi diressi verso Greg, che stava parlando (casualmente) [quanto è stupido quel casualmente tra parentesi! [SM=g11422] ]con Ophelia. Ero decisamente in forma e non ero più triste come la sera prima. [Certo che ci vuole poco a farti stare meglio, eh!]
“Dove sei stata tutta notte?”
“Con i miei simili”
“Lupi? [No, umanoidi scemi] Comunque ora ti vedo più serena”
“Sì, lupi. Mi ha proprio fatto bene passare una notte un po’ diversa. [BeNiXxXiMo! Notte brava a las vegas]
“Ah, eravate voi a disturbare il sonno perfetto di noi centauri” disse Ophelia [Ma se erano lontani QUALCHE ORA????]
“Sì, era proprio questo il nostro scopo principale! [Odio questo sarcasmo spicciolo] Comunque credo che questo ululato della notte di mezz’estate diventerà un rito” [non è che lo credi, lo SAI perché la tua scrittrice doveva dirlo in qualche modo al lettore]
“Lo spero” disse Greg.
“Se ti fa così bene!” [E’ un po’ che non vediamo un Cliffhanger finale degno di questo nome. Ne voglio unooooo!!!!!!!!!!!!!! [SM=g10950] ]

 

Immagine del giorno: come promesso, continuiamo la rassegna di immagini dalle quali copiavo PRENDEVO ISPIRAZIONE. Qui abbiamo zio Greg! Con tanto di firma dell’autore, tale Boris.
Hip Hip Hurra per Boris.

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Autocritica 10 – Il lago Repercussio

Per sapere cos’è l’autocritica o per andare all’indice dei capitoli, clicca QUI.

 

Capitolo 10 – Il lago Repercussio [Niente, ragazzi… il LATINOBRUTTO non demorde]

Si, a Centaurorum Vicus mi avevano accettato 4p1k1, ma ci volle molto tempo prima che si adeguassero tutti gli abitanti. Per alcuni ancora oggi sono una minaccia, altri invece mi presero subito in simpatia.
Le due settimane successive le impiegammo per ricostruire la parte nord del villaggio, dove le arpie avevano incendiato buona parte di strutture. [E il fuoco non si è propagato? E non hai visto fumo o cenere mentre scappavi?] Sepolti sotto le macerie trovammo qualche centauro, ma per fortuna non c’era stato nessun ferito. [Perché se sei SEPOLTO non puoi essere ferito]
“Chi è di preciso Celeno?” [L’hai pure vista!] :genius: chiesi a Greg mentre cercavamo di sollevare un tronco d’albero in mezzo al sentiero.
“E’ la regina delle arpie. [REGGGGGINA!!!!] Di solito non lascia vive le sue vittime! Devi ritenerti fortunata ad essere ancora tra noi” [Tranquillo, la sacra forza dell’inerzia la protegge SEMPREH]
“Vi attacca spesso?” [NOOOOOOOOOOO Era venuta per festeggiare il compleanno. Ha portato pure le coroncine di cartapesta e i bicchierini di plastica con il nome di tutti scritto sopra!]
“Abbastanza, ma è nella natura delle arpie combattere contro qualcuno, non riescono a vivere in pace. [Sono KaTTiVeeE Per un motivo, no?] D’altronde dopo l’esilio di tutte le creature in questa foresta loro sono ancora più adirate [parola aulica del giorno, buttata lì da Thirteen Arte giusto per far vedere che LEI LA SAPEVA]
“E se la prendono con voi?” [SM=x3426448]
“Ci siamo solo noi e, come ti ho detto, non possono non prendersela con nessuno. Ormai le ninfe e i fauni sono quasi estinti [ricordate questa parola, perché tra qualche capitolo ne incontreremo millantaventordici tutti in una volta!]
“E’ triste!” [Ma dirai mai qualcosa di intelligente?]
Alla fine tutta la parte nord del villaggio fu ricostruita, forse anche più bella di prima. [AAAWWWWWWWWWW *.*] I giorni successivi furono rilassanti e piacevoli come non mai. [Non essere riconoscente dato che ti tengono con loro eh! Rilassati come al Bora Bora Hotel. Non aiutarli in niente!]
Un giorno, mentre camminavo lungo un sentiero inoltrato nel bosco, vidi un centauro seduto sulla riva di un piccolo lago. [salti temporali a casaccio]
Avvicinandomi scoprii che era Ophelia. [Vi ricordo che è la centaura ARGUTA di cui Greg è cotto]
Il mio istinto mi diceva di non farmi sentire e di nascondermi, e io gli diedi retta anche se non so perchè: apparentemente non c’era nessun motivo per cui non dovessi farmi vedere.
Comunque avevo ragione, [Non avevamo dubbi] perché dopo poco tempo capii che stava parlando con qualcuno. Il qualcuno era un fauno, uno dei pochi rimasti della sua specie. [Eccone già uno!]
Il fauno era immerso nell’acqua color argento del lago e ogni tanto nuotava avanti e indietro spruzzando acqua ovunque.
Non riuscivo proprio a capire cosa dicessero, anche perché mentre ero intenta ad ascoltare qualcuno mi afferrò per la spalla. Io presi paura [ [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386]PAURIXXIMA!] ed il fauno avvertì il rumore. Scomparì all’istante, ma Ophelia rimase seduta lì.
Girandomi capii che era stato Greg a toccarmi. Non diceva una parola e aveva il dito premuto sulle labbra:
“Sssssst!” [Sta anche lui architettando qualcosa di MALIGNO [SM=g8349] [SM=g8219] [SM=g9141] ]
Io non dissi niente, ma cercai di farmi capire con lo sguardo. [Perché Kety cerca sempre metodi alternativi per farsi capire, quando non può fare Bau] Volevo capire perché dovevo stare in silenzio, lui però non mi rispose; anzi mi disse sottovoce:
“Vattene” [SIIII!! SPEZZALE IL CUORE!!!]
“Perché?” dissi ancora più piano
Lui non mi rispose e mi diede una spinta via. [Cos’è una “spinta via”? [SM=g9385] ] Non lo aveva mai fatto, e io pretendevo delle spiegazioni.[EcCo!11!]
“Per favore” disse quasi senza voce
“voglio andare a parlarle! Non ti permetterò di rovinare tutta l’atmosfera: sono giorni che aspetto il momento giusto!” [ODDIO!!! Un esorcista ha mandato via il tredicenne brufoloso!]
“Oh! Scusa”
Detto questo si voltò e cominciò a trottare felicemente verso Ophelia. Arrivato all’argine si sedette vicino alla centaura e cominciò a parlare.
Io intanto mi ero nascosta dietro un albero e cercavo di ascoltare. [INFAME, VACCA, TRADITRICE, SPIONA!!! [SM=g8194] [SM=g8194] [SM=g8194] [SM=g8164] [SM=g8164] [SM=g8164] [SM=g8142][SM=g8142] ] Non riuscivo a sentire bene, e non capii cosa si dissero. So solo che ogni tanto si guardavano e si scambiavano sorrisini sdolcinati [Il tredicenne brufoloso è stato rimpiazzato da un liceale arrapa… INNAMORATO], poi lei abbassava lo sguardo con le guance rosse.
Me ne andai quasi subito, me mentre mi giravo mi parve di vederli baciarsi. [Ke RoMaNtIcOOOO] Comunque non mi voltai e me ne andai per continuare il mio giro.
Ero nella capanna già da un bel po’ quando Greg rientrò.
“Bravo!!!!” saltai in piedi urlando. [Dio, qualcuno le spari! [SM=g8164] ]
Lui mi guardò con aria interrogativa e io gli chiarii le idee:
“Tu lo sai benissimo per cosa! Sei riuscito a fare colpo…finalmente!”
“Ma cosa dici?!?” [Sta tornando il brufoloso!!! SALVIAMOLO!]
“Vi ho visti: vi siete baciati!!!” [E ora lo andrò a dire a tutta tutta la squola!!!]
“Cosa? N…no, non abbiamo p…proprio fatto n…niente” [Oddio, sento l’acne crescere!]
“Allora perché balbetti? Fai così quando sei imbarazzato! Dimmi la verità” [Lascialo stare, me lo stai facendo involvere!]
Ci fu una lunga pausa, poi lui si azzardò a fare un sospiro e a dire:
“Sì, l’ho baciata” [SI E’ AZZARDATO!!!!]
“Evviva!! Sono contenta per te”
“Ma se non ricordo male ti avevo detto di andartene!” [Dammi una G, dammi una R, dammi una E…]
“Ah si? Non ho sentito! Comunque ho visto con la coda dell’occhio il tuo bacio, e non mi sono rigirata” [-.-“]
“Non ti crederò mai!”
“Credimi, è così. Cosa vi siete detti?” [e te lo viene pure a dire! Sicuro!]
“Non mi pare che ti riguardi” [VAI GREG!!!]
“Ti prego” [MUORI!]
“No. Devi imparare ancora molte cose sul conto dei centauri. Una di queste è di non infastidirli troppo” [Parole sante!]
“Ok, come vuoi. Però, cambiando discorso, volevo chiederti se qui c’è qualche fauno” [Che c’entra? Comunque c’è, l’hai pure visto! O ti credi pazza da sola?]
“Si, c’è un fauno che vive qui da moltissimi anni. Lo abbiamo nominato il custode del Repercussio.”
“Repercussio???”
“E’ un lago. [SCOPERTA SCONVOLG…. ah no, c’è anche nel titolo -.-“] Più precisamente quel lago dove hai sbirciato ed origliato i miei fatti privati”
“Non ho origliato!” [Kety. Io. Ti. UCCIDO. Anzi, TI ACCETTO]
“Però ci hai provato, e comunque sei riuscita a sbirciare”
“Va bene, va bene! Continuiamo il discorso di prima. Da quando i laghi hanno bisogno di un custode?” [Una domanda quasi intelligente, attenzione! Forse sta aumentando di livello!]
“Non è un lago normale. Non deve avvicinarsi nessuno, perché un suo uso improprio potrebbe portare perfino alla pazzia” [… sorvoliamo poi sul fatto che ci si sono AVVICINATI lui e Ohpelia tre righe fa. Custode provetto il fauno!]
“In che senso uso? Cosa vuol dire?” [Non esagerare però, kety!]
“Ma riesci a stare per un minuto senza domande?” [VAI GREG!!!  [SM=g9385] [SM=g9385] [SM=g9385] [SM=g9385] [SM=g11415] [SM=g11415] [SM=g11415] ]
“La curiosità è una dote importante” :facepalm:
“Non troppa però! Comunque vuol dire che il lago non riflette la tua immagine quando ci guardi dentro. Ti fa vedere quello che accade nel luogo che per te ha più importanza, nella maggior parte dei casi. A volte mostra quello che vuole mostrare e fa cadere in inganno. Per questo ha bisogno di un protettore. [WOW *.*] Non bisogna disturbare l’acqua! [Frase COPIATISSIMA da Il signore degli anelli] Si narra di un centauro, Criptenestre [ [SM=g6923] [SM=g10255] [SM=g11422] [SM=g8863] [SM=g11859] che nome osceno], che non volle seguire i consigli di un uccello che si trovava nei paraggi e tentò di bagnarsi nel lago. Dopo quel giorno non riuscì più a fare a meno delle visioni del Repercussio e alla fine si tolse la vita. Credeva che la sua famiglia, che viveva molto lontano, fosse stata sterminata da un gruppo di arpie [Mamma mia che EPICITA’]
“Ma il fauno stava nuotando”
“Remenet dimora vicino al lago da tempo. Ormai Repercussio [personifichiamolo pure] si fida di lui e non lo trae in inganno”
Rimasi in silenzio, e dopo poco lui mi chiese:
“A cosa stai pensando” [No, mi spiace, abbiamo finito i punti interrogativi. Torni la prossima settimana]
“Se quel lago fa vedere ciò che è più importante per me…Beh voglio dire che non ci sarebbe niente di male…” [TI. HA. APPENA. DETTO. CHE. E’. FOTTUTAMENTE. PERICOLOSO!!!     [SM=g11859] [SM=g11859] [SM=g11859] ]
“No! Il Repercussio ha una volontà sua ed è crudele. Mostra tutto, anche le cose che non andrebbero mai viste. Sarebbe troppo pericoloso!”
“Ma io lo amo” [CHI??? Pensa ancora a Nick? [SM=g6807] ]
“Come si chiama?”
“Nick, e non lo vedo da tantissimo tempo” [ODDEUS, vuole rivederlo! non è lui che la cerca, è lei che non si scolla più da lui!]
“Mi spiace, non puoi” [Greg, sei il mio mito!]
“Forse hai ragione, come al solito. [ [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386] Si sta alzando davvero di livello!] Sta succedendo proprio la stessa cosa, come un anno fa. Sto cercando di avvicinarmi a lui pur sapendo che non è possibile. L’ultima volta si sono visti i risultati, incapperei solo nell’ennesimo guaio tentando di ammirare il Repercussio” [Kety, davvero, sono ORGOGLIOSA di te!]
“Lo rivedrai, tranquilla”
“No. Non so bene come funziona da voi, ma nel mio mondo se una persona non si fa più rivedere, l’altra cerca di rifarsi una vita. Probabilmente avrà trovato un’altra”[ODDIO!!! [SM=g10386] Le hanno iniettato cervello durante la notte???]
“Se ti ama anche lui veramente non credo che sia così tranquillo adesso. Quanto tempo è che non ha tue notizie, 1 anno e mezzo?
Se Ophelia sparisse all’improvviso e non si rifacesse vedere più per così tanto tempo sarei preoccupato, e non mi sarei dato mai pace, l’avrei cercata fino in capo al mondo” :love:
Io sorrisi, mi aveva proprio consolato. [Certo che ci vuol poco, ma non voglio pretendere troppo da un solo capitolo] Dopo mangiammo e ci addormentammo profondamente. Passarono i giorni e cominciai a non dare più peso a quella storia del lago. [Vedo che te ne importava molto allora di rivederlo [SM=g6794] ] Poi però mi ritornò in mente insieme al pensiero di Nick. [Così, a caso, per buttare nel cesso le ultime venti righe di progresso! YEEE] Un giorno, mentre passeggiavo presi le strada per il Repercussio. Non lo feci apposta, ma ci andai lo stesso, quasi trascinata da una forza maggiore. [IL DESTINO MI MANCAVA!!! Altra immancabile pietra miliare FENTASI] Mi avvicinai alla sponda e mi sedetti sul terreno umido. Visto da vicino, il lago era molto bello, niente a che vedere con quello dove si trovava il mio isolotto: l’acqua era limpida e pulita e c’era una cascata di fronte a me. Gli alberi intorno erano verdi [Kety ammettilo che ti sposerai un albero grosso e verde] e si sentivano gli uccelli cinguettare.
Pensai che i centauri avevano veramente abbellito quello spazio di foresta. Infatti fuori c’erano ancora gli stessi alberi neri, morti e si sentivano sempre rumori inquietanti. [Insomma, solo perché ormai siamo in stallo in un posto da favola, non vuole dire che abbiamo messo da parte il nostro utilissimo ARBOROMETRO!]
Ma intanto io potevo sentire il rumore dell’acqua scrosciante sulle pareti di roccia.
I colori d’estate e il sole al tramonto rendevano la scena ancora più straordinaria. [Ma a Knarenn non era sempre inverno? O i centauri oltre a bonificare alberi a random sanno anche portare estate a zone?] Era già passato qualche minuto quando vidi un fauno nuotare nel fiume. Doveva essere alto più o meno un metro e sessanta. Non aveva gambe, ma al loro posto delle zampe da capra di color marrone e molto pelose. In testa aveva delle corna molto grosse ricurve all’indietro. [l’importante è che davanti a ogni aggettivo ci sia un MOLTO]
Io non feci assolutamente niente e lo aspettai. Alla fine mi raggiunse e cominciò a nuotare a destra e a sinistra guardandomi.
Poi mi chiese:
“Vuoi guardare nel Repercussio?” [nonfarlononfarlononfarlononfarlononfarlo]
“Non saprei, un amico mi ha messo in guardia”
“Se non sei debole come carattere non ci può essere alcun problema! Cosa vorresti rivedere di più al mondo?” [Sì ma sbaglio o dovevi essere un CUSTODE? Questo gli fa pubblicità]
“Beh, vorrei tanto…”
“Non lo devi dire a me! Pensalo e concentrati su quello. Poi guarda sullo specchio d’acqua se vuoi”
Pensai a Nick, e alla fine mi convinsi a guardare. :genius:Da subito non vidi niente, poi si formarono delle increspature. Vidi una persona sfuocata che si delineava sempre di più. Era proprio Nick, ma era triste e infelice. [Ah, forse al night club avevano finito la pina colada] Era davanti alla televisione, andava in onda il telegiornale. I suoni non erano chiarissimi, ma riuscii a distinguere alcune parole:
“Ancora nessuna notizia sulla ragazza di diciotto anni scomparsa ormai 15 mesi fa…Nessuno ha più rivisto Kety Wilson. L’ultimo ad incontrarla fu Nicolas Callew, il suo fidanzato, ora accusato di….”
[ [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g8218] [SM=g8218] [SM=g8218] [SM=g8218] [SM=g8218] [SM=g8218] [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386] OMMIODDIO E’ IN PERICOLO!!!! La forza dell’AmMmOrEeEHh la farà uscire da knarenn per salvarlo???]
Ma poi Nick spense il televisore e non vidi più niente. Lui era seduto sul divano di casa sua e guardava una foto su un tavolino al centro di un tappeto. Nella cornice c’era una mia foto [SM=g10861] [SM=g10861] [SM=g10950] , che gli avevo dato qualche anno prima durante una vacanza, o meglio, lui me l’aveva rubata, minacciandomi di metterla come salva schermo del suo computer, pur sapendo che non mi piacevo. Poi vidi che si stavano formando altre increspature, poi tutto sparì tornando come prima.
Quando alzai gli occhi era già notte inoltrata.
“Che ore sono?”
“Sono passate quattro ore da quando hai cominciato a guardare”
“Era come essere in un sogno”
“Allora?”
“L’ho messo nei guai.” [Si, è tutta colpa tua!!]
“Il ragazzo che hai visto?”
“Sì lui. È il mio fidanzato, ma ora che sono scomparsa lo hanno incolpato di avermi fatto chissà che cosa. Io devo tornare! [LO SAPEVO!!! IL DESTINO REGNA E CONDUCE L’AMMOREH ANCHE TRA GLI INNAMORATI LONTANI!] Non posso lasciare che lo condannino per qualcosa che non ha fatto! Se almeno potessi comunicare, anche solo parlare. Ci deve essere un modo”
“No giovane fata! Non c’è modo”
Il fauno continuava a nuotare e a guardarmi.
“Greg aveva ragione, non sarei mai dovuta venire!” [SM=x3426448] 
“Riuscirai a rincontrarlo, ne sono sicuro. Raramente i fauni sbagliano previsioni”
“Ma qualche volta accade” [E tu che ne sai? E’ il primo che vedi]
“Tu lo rivedrai e tutto si aggiusterà, o non mi chiamo più Remenet!”
[SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386] [SM=g10386]

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Immagine del giorno: calma, oggi facciamo una cosa diversa.
Mi sento in dovere di informarvi che TUTTA QUESTA (bellissima) STORIA è nata nella mia folle mente adolescenziale guardando quest’immagine. Non so chi l’abbia fatta, come mi sia arrivata, cosa rappresenti, ma è andata così. Quindi io ringrazio di cuore questa foto e chiunque l’abbia disegnata per avermi iniziato al mondo della scrittura. Non sarei qui a prendermi in giro da sola, altrimenti.

(per la cronaca, esistono altre foto dalle quali COFF COFF… “PRENDEVO ISPIRAZIONE” COFF COFF… ve le mostrerò mano a mano)

Autocritica 7 – L’incontro con Gregorio

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Capitolo 7 – L’incontro con Gregorio [Sì, avete capito bene: d’ora in avanti sarà un’orgia di personaggi nuovi! Ah, e specifico perché ovviamente dal mio stile immondo non si era capito: tutto quello che avete letto finora era un prologo. La storia principale si svolge tutta a Knarenn! Ecco perché non descrivevo il regno delle fate, era una specie di sala d’attesa xD]

Avevo imparato molto bene a trasformarmi, [E tuttora noi non sappiamo COME] ed ero riuscita a trovarci dei lati positivi. :youdont: [Mamma mia, svelta come una molla di legno! E’ pure riuscita a trovarci dei lati positivi!] Infatti, io potevo vedere molto bene al buio e avevo i sensi più sviluppati quando mi trasformavo.[Perché vivere per inerzia non bastava, dovevo pur facilitarti in qualche modo!]
Intanto il mio isolotto era sempre più accogliente, dato che continuavo a fare modifiche; ora, all’interno, ci si poteva stare in due molto comodamente. [Dal vangelo secondo Kety: “A quel tempo sognavo ancora di ricongiungermi al mio AMMOREH nick, e la schizofrenia mi portava a programmare la nostra vita di coppia in esilio. Ancora non sapevo che lui era a Milano Marittima al Papete a ballare, rimorchiare e sfondarsi di droghe alternative”]
Tutto andava per il meglio: animali strani non mi avevano più attaccato, [In SEI MESI nella foresta cattiva, tutto ciò che ti attacca è un serpente che ti morde e se ne va, e non solo, ma persino ti aiuta mordendoti! Non mi ripeterò sulla poca pericolosità di questa foresta kattiva, rischio di annoiare] e il cibo che trovavo era anche mangiabile. [T R O V A V A] :muoro: :muoro: :muoro: :muoro: :muoro: :risata: :risata: :risata::toj: :toj: :toj:
A parte la mia solitudine, era un periodo piuttosto felice. [A giudicare dal titolo porremo rimedio anche a questo problemino, vai tranquilla]
Un giorno, mentre raccoglievo delle bacche molto saporite, [VIVE DI BACCHE. Bacche molto saporite, le altre può permettersi di schifarle] sentii un rumore di foglie che scrosciavano. :koalaface: Mi trasformai e mi misi ad a cercare. Sentivo un odore decisamente poco piacevole che doveva sicuramente provenire da un animale. Mentre annusavo, però, sbucò dalla vegetazione un orso bruno molto grosso. [MOLTO GROSSO, come gli alberi! Vai orso, credo in te. So che puoi farcela: uccidila e chiudi questo scempio!] :yay:
L’orso era decisamente arrabbiato con me, forse perché lo infastidivo. [FORSE] Comunque mi attacco e mi sbalzò via con una zampata. Sbattei la testa contro un tronco d’albero e caddi a terra. Facevo molta fatica ad alzarmi ed inoltre l’orso continuava ad avvicinarsi; [Solo a me sembra la scena di Balto?] :muoro: riuscii ad alzarmi prima del suo arrivo, ma mi diede un’altra zampata. Non riuscivo più a reggermi in piedi. L’orso tornò e mi morse alla zampa anteriore destra, che prese a sanguinare. Io riuscivo solo a lamentarmi e ad ululare per il dolore, e pensai che quella sarebbe proprio stata la fine. [VAI ORSOOOOOOO] :yay: :yay: :yay:
Poi, proprio quando l’orso [Hai intenzione di ripetere ancora molte volte che è un orso?] stava per darmi il colpo di grazia, saltò fuori un centauro che si mise a combattere l’orso con tutte le sue forze. [Qui saltano fuori centauri arrandom. Ah, ha detto orso un’altra volta] :writer: :muoro: Ogni tanto si alzava sulle zampe posteriori e scalciava con le anteriori per intimorire l’animale. [Dicesi: IMPENNARSI]
Alla fine riuscì a metterlo in fuga. Io ero ancora sotto forma di lupo, ma lui si avvicinò a me, si chinò e mi guardò negli occhi. :love: [E’ L’AMMICIZIAH a prima vista] Dopo una lunga pausa mi disse:
“Stai tranquilla, sei salva.” [Come fai a sapere che sono FEMMINA? Dove hai guardato, pervertito?] :koalaface:
Mi tirò sul suo dorso e cominciò a galoppare.
“Non dovresti disturbare le orse con i loro piccoli, sono molto protettive!” [Ah, era un’orsA. Il centauro ha l’abitudine poco carina di spiare i deretani degli animali, a quanto pare. E comunque peccato, credevo in Orsa come in nessun altro, ma non ha avuto la forza di fermare thirteen arte nella sua lenta discesa nell’oblio]
Non so dirvi cosa accadde dopo, perché persi conoscenza, :badass: [Ah, no, sbagliato faccina…] :genius: so solo che mi risvegliai sul mio isolotto. Avevo la zampa fasciata con una strana stoffa [Come fa una stoffa a essere strana?] ed ero vicino ad un fuoco caldo. [Il fuoco è caldo, io mi chiamo Giulia, l’acqua è bagnata e il sole è giallo!] Da quanto tempo non sentivo un po’ di calore e non avevo un po’ di luce! [Cioè, spiegami, in sei dico SEI mesi non sei riuscita, o forse nemmeno hai provato ad accendere un fuoco? Hai sopportato il freddo, perché ricordiamoci che a Knarenn è sempre inverno, e mangiato bacche, non hai mai cotto niente, non sei morta di salmonella… APPOSTO] :genius: Mi chiesi chi lo avesse acceso, :genius: :genius: :genius: e vidi il centauro seduto dall’altra parte. :youdont:Cercai di alzarmi, ma lui mi blocco dicendomi:
“Devi riposare, giovane fata” [COME FA A SAPERE CHE SEI UNA FATA?] :koalaface:
Non capivo proprio come si rese conto che non ero un vero lupo. Non avevo segni particolari che aiutassero qualcuno a capire che ero una fata, ma lui ci riuscì:
“Il mio nome è Gregorio, [Ciao Gregorio, benvenuto nel libro più bello di sempre] ma tutti mi chiamano semplicemente Greg. Anche tu, se vuoi.” [Wowowowo fiuto AMMICIZIAH]
Non riuscii a trasformarmi per qualche giorno, ma Greg fu molto gentile: Mi trovò da mangiare e mi medicò le ferite. [Ah beh, ovvio, ora che c’è un altro personaggio possiamo far TROVARE a LUI il cibo!]
Quando finalmente riuscii a tornare Kety cominciai a fare conoscenza:
“Il mio nome è Kety”
“Piacere”mi rispose. [AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH l’intensità di questo dialogo! La percepisco!] :muoro: :muoro:
Sapete tutti che [Quando si rivolge al lettore con tono d’ovvietà la ucciderei] i centauri sono esseri mitologici che hanno metà corpo a forma di cavallo e metà a uomo. Gregorio era molto elegante: La parte a cavallo era di colore nero, come i capelli ricci e la coda. Il viso era molto bello e giovane, e tutti gli arti erano muscolosi. Poco sopra agli zoccoli aveva dei peli neri lunghi, come i nostri cavalli da tiro. [Potrei morire… abbiamo appena assistito a UNA DESCRIZIONE!] :clap: :clap: :clap:
Era stato molto gentile, e io mi sentii in dovere di sdebitarmi:
“Grazie per quello che hai fatto” [Ah, così si sdebita?] :muoro:
“Dovevo, ho capito subito che non eri un vero lupo” [COME, di grazia, COME?]
“Come ci sei riuscito?”
“Non so spiegarti, era come una sensazione. [STRANE SENSAZIONI, strane stoffe, tutto un po’ strano] E poi conosco bene Ater” :koalaface:
“Chi è Ater?”
“Il serpente, è il mio animale da compagnia :koalaface: :koalaface: :koalaface: e so benissimo che poteri ha”
“Non pensavo che avesse un nome” :youdont: [Era un accidenti di pitone nero in mezzo al nulla di una foresta che ti ha morsa! Complimenti, Greg, non potevi trovare qualcosa di più carino!]
“E’ un animale molto docile, :grumpy: :loco: ti ha voluto fare un piacere mordendoti” [GRAZIE TANTE, la prossima volta già che ci sono lo mordo io! Con una tagliola per orsi!]
Ad un certo punto si alzò e disse che doveva assolutamente tornare al suo villaggio, [infatti neanche kety sente il bisogno di SDEBITARSI con Ater] :muoro: così cominciò ad attraversare il lago al trotto. [Ricordiamoci che doveva proteggere dagli animali feroci eh… al trotto lo guada] :muoro: Decisi che non potevo lasciarlo andare, in fondo era diventato mio amico, [Col fior fior di conversazione che avete avuto!] e non avevo voglia di passare altri sei mesi di solitudine completa, così lo fermai:
“Te ne vai così presto?” [Ti ha fatto da maggiordomo per giorni!]
“Sono stato con te più di cinque giorni, a me non sembra poco!” [Ah, ecco, bravo Greg] :muoro: :clap:
“Ti prego, non andartene. :broken:  E’ la prima volta in sei mesi che parlo con qualcuno, e io qui ci devo passare quattro anni. :broken: [Asp… non erano 3? Si auto-aumenta la pena] Non voglio stare sola” :broken: :broken: :pianto:
Si girò e tornò indietro:
“Guarda che c’è un buon motivo se non ti porto con me!
Alla mia gente non vanno a genio gli esseri umani.”
“Perché?”
“Perché siete stati voi a rinchiuderci in questa foresta. :koalaface:
Un tempo noi vivevamo nel vostro regno insieme alle ninfe e alle sirene. Poi la tua regina decise che non eravamo alla vostra altezza”
Aveva assunto un tono un po’ severo, ma lo capii, [Ah, è comprensiva xD] poi riprese:
“Io ho 527 anni :koalaface: ed è da quando mi ricordo che sono qui”
“Mi dispiace…io non lo sapevo” [C’è qualcosa che sapevi?]
Mi guardò per un attimo; sembrava molto indeciso sul da farsi:
“Comunque…anche tu non sei in una bella situazione, quindi…” [No, non portartela dietro, credimi, TE NE PENTIRAI!]
“Grazie” dissi entusiasta. [E tu sta calma che sei un’accattona del cavolo!]
“Non ti esaltare troppo. Di questi tempi gli stranieri non sono mai i benvenuti, soprattutto se si tratta di fate o maghi. Ti avverto che ci sono dei rischi”
“Non me ne importa proprio niente. :badass: :muoro: :muoro: :muoro: [Ho la STRANA SENSAZIONE che questa decisione avventata, come tutte quelle che hai preso, potrà avere delle ripercussioni] Allora, dove si va?”
“A Centarorum Vicus”. [Il CLIFFHANGER LATINEGGIANTE. Ve l’avevo detto che i nomi sarebbero stati bruttissimi] :muoro: :muoro: :muoro: :muoro: :muoro: :muoro: :toj: :toj: :toj: :toj: :risata: :risata: :risata: :risata: :rotolo: :rotolo: :rotolo:

 

 

Immagine del giorno: Simon (il mio topo) uno di noi!
(speciale con sfondo autocritica appena svolta, ndc)

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Autocritica 5 – La trasgressione delle regole

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Capitolo 5 – La trasgressione delle regole
[Ecco a voi il capitolo clou, quello che ribalta la storia! Ahem… di nuovo]

Sì, avevo deciso di vederlo, :love:  [Nick, ndc (nota di critica). No perché iniziare un capitolo con una frase senza complemento oggetto non è bello] e per farlo sarei dovuta proprio evadere. :badass: [Ebbene sì, riprendiamo con Kety sempre più badass. Vediamo dove ci porterà questa badassaggine!]
Una notte scesi al piano terra di soppiatto avendo cura di non farmi scoprire da Jenny, che mi avrebbe sicuramente fermata. Ma, mentre scendevo le scale, la vidi che si aggirava su e giù per la sala e la cucina come un avvoltoio. :devlol: [Direi che i grandi piani di evasioni partono ingranando la quinta. Dai, solo qualche dettaglio da mettere a posto! Poi puoi uscire di casa senza farti sgamare xD] Sembrava che avesse in mente di bloccarmi, anche se ero sicura di non essere stata vista; Così mi venne un dubbio atroce: “Che sia diventata telepatica?” :koalaface: [what? E’ una battuta o lo pensa veramente? No perché visto il livello intellettuale…] Se così fosse stato, potevo ritenermi spacciata; :koalaface: :why: :facepalm: :censored: [LO. PENSA. SUL. SERIO.] “Ma cosa dico? È impossibile” 2my3o6s [Quando il facepalm :facepalm: non è abbastanza]
E tornai a dormire.
Il giorno dopo, però, era ancora là a gironzolare su e giù. :devlol: :burns: [“Fidatevi, il mio piano di evasione è perfetto!”]
Per questo motivo decisi di parlarle:
“Cosa ci fai in piedi alle due tutte le notti?”
“Soffro di insonnia da un po’ di tempo…perché ti ho svegliata?” [Sì, avete visto bene. Quella che nel capitolo 2 non voleva alzarsi sotterrandosi sotto il cuscino soffre di insonnia. Logica? Where are you?]
“No, no [No no cosa? Ti ha chiesto perché ti sei alzata :muoro: “Gino, che giorno è oggi?” “Bene”] mi ero solo alzata per prendere un bicchiere d’acqua”
“Ma io non ti ho visto venire in cucina”
“…” [Che cos’è questo?] :muoro: :toj:
“Mi nascondi qualcosa?” [NEGA!]
Dovevo trovare una risposta decente, e alla svelta: [Vai, puoi farcela!]
“No, è che dopo averti vista mi è venuto in mente che l’avevo già presa prima di andare a dormire, semplicemente non mi ero ricordata” [Eh, io vorrei risparmiarvi, ma ho la sensazione che :facepalm: non sia abbastanza. Dovete sorbirvela di nuovo] 2my3o6s
“Ah, ok” [ECCICREDE! Vabbè, ma è giustificata: Kety è stupida di base, quindi ci poteva anche stare]
Dovevo assolutamente trovare una soluzione, così una notte le diedi un sonnifero [PFFFF e a che servono le prescrizioni mediche? Jenny, tranquilla, SEI AL SICURO, SA QUELLO CHE STA FACENDO] che uso anche io per riuscire a dormire. [Ma se dormi da inizio libro?!] :muoro:
Naturalmente quella notte non lo presi, :youdont: [Non so se credi che il lettore sia stupido o davvero pensi che sia doveroso specificarlo] e partii prima, sicura che Jenny dormisse.
Scesi le scale , andai alla porta, mi appoggiai alla maniglia facendo attenzione a non fare rumore e… mi trovai davanti Jenny, più sveglia che mai. :devlol: :burns:
“Non dovevi dorm…ehm…ciao!!!” [FRASI ANTISGAMO IS ALWAYS THE WAY]
“Perché non me lo hai detto?” :koalaface: [Lei sa!]
“Detto cosa? Non capisco…” :genius: [Dai, stai facendo la “finta” tonta, ma questa parte dovrebbe riuscirti bene!]
“Capisci benissimo. Stai tornando da lui” :koalaface: :badass: :worship: [Sì, ragazzi, Jenny è il triplo più badass di Kety! Voglio lei come protagonista!]
“Non arrabbiarti con me, sai che non posso vivere senza lui” [AwAwAwAwAwAwAw L’AmMmMoReH!!!11!!1!!] :love:
“Io sono single da tutta la vita, e vivo benissimo” :clap: :bravo: [TI AMO JEJE!]
“Ti prego…cerca di capire” :broken: :pianto:
Lei mi guardò male :grumpy:
“nessuno se ne accorgerà” :broken:
Lei mi guardò male :grumpy:
“ dai, è la prima volta…” :broken:
Lei mi guardò male :grumpy:
“…e anche l’ultima” :broken:
Lei mi… :grumpy:
“basta!!!” :badass: [Queste meme sono davvero l’invenzione del secolo, esprimono tutto ciò che non trasuda da queste bellissime pagine!]
“ascolta sarò di ritorno per le tre” :broken: [E prosegue…]
“Mezza notte” :grumpy: [o la carrozza ti si trasforma in un ortaggio]
“ma sono già le undici” :broken:
“Non discutere e ringrazia il cielo che ti ci lascio andare”
“ok”
“Sai almeno come entrare nel regno degli umani?”
“no” [AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH Un piano geniale, ben costruito e senza falle! YEEE!] :genius: :muoro:
“Lo sospettavo….c’è un portale dopo la casa di Desi” [Ecco a voi signori, presentato con innaturale naturalezza, il metodo di spostamento in questo regno psichedelico: i PORTALI!]
“Grazie”
Mi avviai verso il potale ed entrai. [Che? Asp, così? Su due piedi? Non spieghi che sei uscita di casa? Non spieghi come è fatto sto portale? Ah… ok] :huh:
Mentre entravo vidi una luce accendersi dalla casa di Desi, ma al momento non ci feci caso. [Tiro a indovinare: un’altra falla nel piano? :muoro: ma poi, se è illegale andare nel mondo degli uomini, perché mai tenere i portali aperti? Ndc: sì, la regina li può aprire e chiudere a piacimento] :genius:
Quella notte avevo più o meno giurato che quella sarebbe stata la prima e l’ultima volta, [Ah, non ci dici che cosa hai fatto? Già tornata? Non so se è carenza narrativa o siamo in presenza di un “if you know what I mean” bello e buono :ifyou: ma poi, Nick non si fa domande a vederti apparire e sparire di notte come dracula nella stagione degli amori?] ma pochi giorni dopo non riuscii a mantenere la mia promessa. :ifyou: [E chi aveva dubbi?]
Cercai di giustificarmi pensando che, dopotutto, non gli avevo nemmeno parlato, [Ah… ah. Beh, mi rimangio gli ultimi due if you e ti percuoto a bastonate per la tua stupidità. Perché andarlo a trovare DA LONTANO?] e questo sarebbe stato crudele accettarlo anche da parte di Jenny, [CREDICI] :toj: ma dentro di me avevo un po’ di rimorsi. :youdont: [Sono passate una cinquantina di righe e hai violato TUTTE le leggi del regno!] :toj:
Comunque, andai a trovarlo a casa sua verso l’ora di pranzo. [Oh, in pieno giorno, ci sta prendendo la mano! D’altronde è così organizzata bene che può permettersi di evadere con naturalezza]
Avevo imparato che se si è fuori, bisogna tornare appena comincia a farti male il tuo simbolo, :youdont:[Beh, se non vuoi farti esplodere la carotide… mi sembra un ragionamento abbastanza elementare. Ma a questo punto mi sorge una domanda: se già il fisico delle fate impedisce loro di trasgredire alle leggi, o comunque di trasgredire pesantemente, perché farne tre leggi? E soprattutto LE UNICHE DEL REGNO?] quindi non sarei rimasta per molto.
Arrivai a casa sua e lo invitai a venire con me in un bar lì vicino per mangiare qualcosa, e accettò. Ci divertimmo fino a quando lui non iniziò un discorso a cui io non ero per niente preparata: [Ma come, sei preparata a ogni evenienza da tutto il capitolo!] :genius:
“Ma dove hai trovato casa? Non riesco a rintracciarti, dammi il tuo indirizzo!” :muoro: :bravo: :worship: :thanks: :burns: :devlol: :clap: :risata: [Bene, sedetevi e mettetevi comodi, c’è un’altra sessione di invenzione scuse di kety. I popcorn sono già nel microonde]
“Oddio!! Cosa rispondo?” pensai dentro di me. :genius: :burns:
Dopo secondi di silenzio Nick cominciò ad aprire la bocca come se volesse parlare, ma io cominciai prima di lui:
“Ehm…fuori città” [Ma poi… perché gli chiede l’indirizzo se aveva già la casa dei genitori regalata da prima a oxford? E perché allora lei dovrebbe trovarsi ancora FUORI DUBLINO?]
“Magari ti vengo a trovare un giorno e andiamo a mangiare cinese insiem…”
“No” risposi in modo decisamente secco :grumpy:
“Come?” Mi chiese sbalordito :koalaface:
“Voglio dire che è meglio che tu non venga perché sto mettendo a posto il bagno ed è tutta in disordine, è meglio se la vedi quando è a posto” [Ma perché dovresti mettere a posto il bagno di una casa non tua quando ne hai una pagata a oxford? E perché questa relazione sembra un incontro occasionale tra due amici poco stretti? Sono più allibita del koala] :koalaface:
Lui mi guardava con un sorriso interrogativo e io capii che era una scusa decisamente idiota. :youdont:[Nooo, dai, diciamo solo che fa più acqua di un secchio che ha solo il manico!] Tentai con un’altra:
“e poi è molto lontano da casa tua, non riusciresti mai ad arrivarci in autobus in meno di 24 ore” [Anche se non fossi stata a Dublino per testimoniarvi che si tratta di una cittadina girabile a piedi, vi direi comunque: in quale città normale ci voglio più di 24 ore da un capo all’altro?] :why: [I miei neuroni implodono]
“Ah, ma allora non ti ho ancora detto che ho preso un’auto!” :koalaface: [EH? Ok, ok, vite separate e tutto, ma chi mai comprerebbe un’auto da un giorno all’altro SENZA INFORMARE LA MOROSA? Vabbè che sono puntigliosa, abbiamo il problema più grave che LUI NON S’E’ ACCORTO CHE E’ STATA RAPITA]
“…Ah si? Buona notizia sono contenta per te” :why: :facepalm:
Proprio in quel momento cominciai ad avvertire un pizzicore sul collo, [Ma esplodi!] e mi toccai il segno. Evidentemente non era ancora andato in fiamme, altrimenti Nick se ne sarebbe accorto, :youdont: però cominciava a bruciare.
Guardai l’orologio per inventare una scusa [Cosa che ti riesce benissimo abbiamo visto]
“Ma guarda come passa in fretta il tempo quando ci si diverte…” 2my3o6s
“…devo assolutamente tornare a casa, devono arrivare i muratori e l’idraulico, sai per il bagno.” 14nij61
Lui non aveva creduto a una parola di quello che avevo detto, :youdont: glielo si leggeva in faccia, ma mi lasciò comunque andare e io gliene fui immensamente grata! [PUNTO ESCLAMATIVO DI STA CIPPA! Perché la lascia andare???? Qua più che un facepalm mi serve un facewall]
Mentre tornavo pensai che certo non era stato un incontro piacevole come avrei desiderato, :youdont: :ifyou: e pensavo già al prossimo; :ifyou:
dovevo assolutamente prepararmi in anticipo a qualunque tipo di domanda. :youdont: [Ma come, finora è andato tutto così liscio!] Ero proprio soprapensiero quando imboccai il vialetto che porta a casa, e così non mi accorsi subito che delle guardie mi stavano tendendo un agguato. :genius: :koalaface:
Saltarono fuori dai cespugli e mi agguantarono.
“Ehi! cosa state facendo?” :genius: [Chissà, sei solo una delinquente che ha infranto tutta la legislazione in un capitolo]
“Per ordine della regina, ti dichiaro in arresto”:youdont:
Proprio nel mentre vidi Jenny uscire dalla porta di corsa. Cercò di trovare dei compromessi e liberarmi, ma non ci riuscì, e mentre mi portavano via mi disse:
“Te lo avevo detto…” :devlol: [Jenny, TI AMO!]
Mi portarono in una cella, e lì rimasi solo per mezza giornata, quando qualcuno aprì la porta, mi prese per il braccio e mi accompagnò in una sala di un tribunale.[Tribunali everywhere. Ci sono solo questi nel regno delle fate, oltre le case regalate]
Il mondo delle fate non è poi così diverso da quello mortale. [Nooo, tutto normale, Avete codificazioni da tre leggi da una riga l’una, ridondanti, inutili, inefficaci, le case si regalano, ci sono gli unicorni, e delle psicopatiche vagano da un portale all’altro con voglie marchiate a fuoco sul collo. Per il resto, insomma, tutto nella norma!]Per esempio esistono dei processi e gli imputati hanno diritto ad avere un difensore. [Hanno diritto. E dove sta scritto? E’ implicito nelle tre dico TRE leggi o avete un Bill of Rights?] Per questo ruolo si offrì proprio Jenny.[Allora sei in una botte di ferro, lei ti odia a morte in realtà] :devlol: :burns: Lei aveva frequentato il “corso avanzato per lo studio del diritto e delle leggi ”, mentre io di queste cose ne capivo proprio niente. [1: serve un CORSO AVANZATO per studiare tre leggi? 2: E TU SEBBENE SIANO TRE NON LE CAPISCI?] :genius: :toj:
Durante il tempo che avevo trascorso in cella cercai di capire chi potesse avermi denunciata, ma il dubbio mi rimase per poco, perché appena entrai in aula vidi chi era seduto nel banco dell’accusa: Era Il fidanzato di Desi che, casualmente, aveva studiato legge all’università del regno. [C’è pure un’UNIVERSITA’!] :toj: :muoro: :risata: Desi fu chiamata a testimoniare, ed allora non ebbi più nessun dubbio: era lei la traditrice. :devlol: [Ti amiamo Desi] Mi aveva visto attraversare il “suo” portale, ed ora l’aveva presa come un fatto personale. [Personale? Ha solo fatto una cosa normalissima: ha denunciato un crimine! E poi dai, come poteva lasciarsi sfuggire l’occasione? Quando le ricapita una così stupida da attraversare il suo portale in pieno giorno e senza piani?]
La proposta iniziale dell’accusa era di lasciarmi nella foresta di Knarenn per 8 anni. [Foresta di Knarenn. Contiene una K. E’ KATTIVA!] Dopo un lungo dibattito, però, Jenny riuscì a ridurmeli a 3. [Lungo dibattito… vorrei sapere su cosa, ma vabbè] Mentre uscivo dall’aula a processo terminato, vidi che l’avvocato dell’accusa le stava prendendo di santa ragione da Desi, forse perché non era riuscito a darmi almeno 20 anni in quella foresta. :koalaface: [Ok, thirteen arte, siamo tutti amici! Adesso vieni, ti porto da un dottore che ti può aiutare. Stai calma, calma]
In effetti, Desi è una di quelle ragazze capricciose e viziate che “lo vanno a dire alla mamma ” se non ottengono quello che vogliono. [Ma poi questo sproloquio di ingiurie su questa povera Desi dal nome orribile, che appare ora e non si vedrà mai più per il resto del libro…] :toj:
Comunque ora non aveva più importanza. Dovevo andare in quella foresta e ci andai; era il giorno di mezz’estate. [Perché mezza estate al posto di ferragosto fa tanto FENTASI!]

…. [Asp, non è finita. Domanda: ma poi, perché il sonnifero non ha funzionato?] :koalaface:

 

 

Immagine del giorno: Boromir blames Kety.

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Autocritica 3 – Il collegio

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Capitolo 3 – Il Collegio

[L’unico orfanotrofio non lager di tutta la letteratura]
Mi svegliai nel cuore della notte. Guardai l’orologio e vidi che erano ancora le due del mattino, così decisi di dormire più che potevo per poter affrontare gli esami del giorno dopo e mi girai verso il muro, mentre Jenny continuava a rimproverarmi nel sonno, probabilmente mentre faceva qualche sogno bizzarro, come quello in cui io le rubavo l’ultimo crostino esistente sulla terra. [Signori e signore, ecco a voi il periodo peggio costruito che parla del sogno peggio sognato di tutto lo scibile umano! Ah, nota bene: da ora in poi il FATTORE SONNO per la nostra protagonista sarà essenziale, non ci sarà un capitolo senza bisogno di dormire]
La mattina mi svegliai appena suonò la sveglia e vidi la mia compagna di stanza fare finta di non sentire quel suono assordante aspettando che io lo facessi smettere. [Frasi eterne senza punteggiatura: le stai facendo bene!] :clap:
“Sembra che il volume sia ancora troppo basso per te, ma non voglio rischiare di buttar giù l’ intero edificio!” dissi mentre mi alzavo e premevo il pulsante del tanto odiato apparecchio. [Ricordo benissimo che mentre scrivevo questa frase mi sentivo una specie di genio. “Il tanto odiato apparecchio” mi sembrava un espediente narrativo spettacolare!]
“Goditi la vita Kety! [Party hard!] Pensa che la mattina del trenta maggio non verrà mai più e…” [Di nuovo il valore del sonno. Insomma, Achille è coraggioso, Ulisse ha un multiforme ingegno, io sono dormigliona. Problemi?]
Ma lasciò la frase in sospeso e mi guardò con un’ espressione scandalizzata:
“Sì – le feci io – è proprio come pensi!”
A queste parole lei si ributtò sotto le coperte e si coprì la testa col guanciale.
“Gli esami!” disse con tono depresso.
“Alzati che sono quasi le nove !”
“Non mi va…”
“Jenny, è l’ultimo giorno di scuola!”
Detto questo lei si alzò, ma molto lentamente: [Diamine sembro davvero io al mattino!]
“Pensa a sbrigarti. Hai diciotto anni ormai, non puoi fare queste scene” [Ebbene sì, lettori, abbiamo appena assistito ad un abnorme salto temporale. Qui abbiamo la nostra protagonista e la sua amichetta un po’ cresciutelle… fisicamente, non mentalmente]
“A proposito: buon compleanno!”
“Te ne sei ricordata! [Cavolo, condividete la stanza da due lustri, avrà imparato la data ormai!] In realtà credo che sia stata la prima volta!” [Pure! Beh, Jenny, direi che hai una memoria elefantiaca proprio] :rotolo:
“ehi, come potevo dimenticarmene? Questo non è un qualsiasi compleanno: finalmente sei entrata anche tu nel mondo dei grandi!” [Thirteen Arte e la sua visione della maggiore età]
“Perché finalmente? Abbiamo solo due mesi di differenza!”
“Beh, è lo stesso!” disse lei in tono sarcastico
Dopo qualche minuto, Jenny riuscì a vestirsi decentemente e a pettinarsi i lunghi capelli rossi , [Rosso SMERALDO magari? Dopo il verde rubino mi aspetto di tutto] :muoro: poi ci avviammo verso l’aula.
“Sai, stanotte ho fatto un sogno…” [“I had a dream!”]
“Ancora quello del ballo?” [“That my four little children will one day…”]
“No, non stavolta. Mi sono sognata di una di quando ci siamo conosciute, e anche una di quelle adozioni” [Uhm, un tantino meno epico di Martin Luter King. Ma ora sappiamo che il primo capitolo era un sogno. E che ci sono stati altri tentativi di adozione. E che nessuno è andato a buon fine. PERCHÉ ULULAVA. Si prospetta una protagonista coi fiocchi]
“Ah! Non ci devi pensare, Kety. Nessuno mi ha mai adottato. Tu sei sana di mente quanto me!” [E da qui in avanti cominciano le frasi copiatissime dai film. Quindi, per dovere di cronaca, cito la fonte plagiata: “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, una battuta di Luna Lovegood. Non avevo proprio pudore] :facepalm:
“E’ proprio di questo che ho paura” risposi ridendo. [Ah. Ah. Ah. Non fa ridere]
Nel cammino incontrammo Nick, che scendeva le scale che portavano ai dormitori maschili e si unì ai nostri discorsi.
“Ciao ragazze.”
“Ciao” [Discorsi intelligenti e utili – parte I]
Corse per raggiungerci, si mise di fianco a me e mi diede un bacio sulla guancia. [Fiuto VEROH AMMOREH! Beh, il titolo del libro dovrebbe condurci in questo senso comunque] :wub: :wub: :wub:
“Buon compleanno. Stasera ti do il tuo regalo”
“Oh, davvero non serve, non devi preoccuparti” gli dissi [Frase fatta! Kety, dai, ammettilo, vuoi quel regalo e lo uccideresti se non lo facesse] :devlol:
“No, insisto. Anche perché avevo previsto questa reazione e l’ho già comprato. [GIA’ comprato? Siamo al giorno del suo compleanno quindi “GIA'” non mi sembra la parola più adatta] Comunque siete preoccupate per gli esami?” [Prevedo di no. La protagonista deve sicuramente essere un genio]
“Non tanto per Inglese, ma per matematica…” [Chi sta parlando, di grazia? Chi?]
“Hannah mi ha detto che quelli sono i più facili” mi tranquillizzò Jenny. [Aaah, ok. Alla nostra eroa quindi non va a genio la matematica. Uhm, impressionante quante cose abbia in comune con me. Che coincidenze!]
“Per Hannah tutto è facile, soprattutto quelli di matematica” disse invece Nick.
“Sapete, ho studiato come un matto insieme a Daniel ieri sera [Daniel… allora avevo una pateticissima cotta per Harry Potter] e non so nemmeno se ce la farò” [Notare come per Thirteen Arte solo i maschietti fossero ignoranti] :risata:
“Certo che ce la fari, Nicolas. Non dire sciocchezze” gli rispose Jenny in tono di rimprovero.
“Io non ne sarei così sicuro”
Eravamo arrivati in aula e subito cominciarono gli esami; verso la fine della giornata li avevamo fatti tutti. [E io che la Maturità l’ho data in quattro giorni!] Restava solo da decidere chi sarebbe andato all’entrata a vedere i voti. [E danno pure i voti lo stesso giorno! Ma come sono efficienti in questa scuola/collegio/orfanotrofio/calderonedimarmocchi!]
“Grazie Nick, vai tu” gli dissi
“Cosa ??? [C’era un’offerta per i punti interrogativi quel giorno?????] Io lo faccio tutti gli anni tocca a te ora”
“Dai, io sono andata l’anno scorso…”
“No”
“Aspettiamo che anche Jenny arrivi e chiediamo a lei! Se ben ti ricordi due anni fa andai io. [Kety, in tutta onestà, non credo tu sia in grado di usare un passato remoto. Ah e per favore ricordatevi che qui dice di esserci andata due anni prima…] Anzi, a pensarci bene, Jenny è mai andata?”
“No, non mi ricordo. Chissà come ha fatto a schivarsela!”
“Chissà quando arriverà Jenny…piuttosto, dov’è!” [Vi scongiuro, qualcuno mi spieghi il senso di questo dialogo!] :broken:
“…Non so. Ecco come fa!” [Ueee, non capisco!] :pianto: :pianto: :pianto: :pianto:
“Dai, non vorrai tenerci entrambi sulle spine. Jenny si farà rivedere solo a cena” [CHI CAVOLO STA PARLANDO?] :why: :facepalm: :censored:
Insistette talmente tanto che alla fine dissi:
“Va bene, va bene!”
“Sei sempre la migliore Kety” [Aaah, ok, ricapitoliamo: Jenny si è defilata e Nick e Kety stavano decidendo la vittima sacrificale. Alla fine è risultata Kety. Bene] :loco:
“Lo so!!!” [Senti, tu, tiratela poco che questo capitolo sta dando il peggio di sé stesso]
Così partii. Nessuno voleva mai andare a vedere i voti personalmente per pura paura, [Mamma mia, cuori di leoni proprio!] e io , bene o male, ero sempre riuscita a scamparla. [ALLORA PRIMA MENTIVI! You bastard]
Arrivai all’ingresso dove era appeso alla bacheca il tabellone.
Davanti a questo, una distesa di ragazzi con in mano una biro e un block notes. [Perché per ricordarti UN voto devi scrivertelo, giustamente] Probabilmente anche loro erano stati mandati da degli amici a prendere i voti.[Ah, beh, siete tutti agnelli sacrificali. Allora niente]
Quando riuscii ad avvicinarmi, questo dopo circa un’ora o due, [Un’ora o due? Ma che concezione del tempo avevo? LOL] :muoro: :muoro: :muoro: presi nota dei voti. Quando arrivai al mio nome nella lista, andai in estasi: avevo superato gli esami a pieni voti, come Jenny e Nick. [Ok, da te me lo aspettavo perché sei la protagonista geniale, da Jenny pure perché comunque ha un gene XX, ma… Nick? :risata: :bravo: Seriamente a pieni voti? Deve aver corrotto qualcuno]
Ci avviammo alla mensa per la cena e, dopo aver finito anche il dolce, [In questo posto da favola ti danno pure il dolce! Ma voglio venire anch’io!] tirai fuori dalla tasca il block notes.
“No, non leggere, non so se stavolta ce l’ho fatta” disse Nick. [Spiegami, spiegami, come diavolo fai a pensare di aver sbagliato tutto quando invece sei passato a pieni voti? Ti sarai reso conto di aver fatto un buon lavoro!]
“Mi spiace, se fossi andato tu ora non saresti così agitato”
Mi schiarii la voce e cominciai a parlare, avendo cura di lasciare Nick per ultimo. [Ma che perfidia!] :devlol:
Alla fine Nick si alzò in piedi ed esultò:
“Ce l’ho fatta !!! A pieni voti!” [E davvero ci stiamo chiedendo tutti come hai fatto! Se avessi sparato tutto a caso, per la legge dei grandi numeri almeno un errore avresti dovuto farlo, nonostante la fortuna sfacciata tipica dei libri fantasy di esordienti]
“Strano vero? Mi è quasi venuto un colpo quando l’ho visto” [E non sei l’unica]
Mi diede così tanti baci che tutti si voltarono verso di noi per il baccano che stavamo facendo. [Ma scusa, ti sta baciando o risucchiando in un vortice spazio-temporale? Comunque sembra che Kety e il ciarlatano stiano assieme. L’ammoreh regna, :wub: la chiarezza un po’ meno]
“Ah, quasi dimenticavo” mi disse quando riuscì a calmarsi.
Tirò fuori dalla sua borsa un piccolo scrigno, dentro al quale c’era un ciondolo d’argento, semplice ma molto bello, raffigurante un cuore. [Sì sì, l’ammoreh regna] :wub: :wub: :wub: :wub: :wub:
“Grazie, è bellissimo” [Non troppo entusiasta Kety se no rischi di dargli una soddisfazione!]
“Ehi, non credere che mi sia dimenticata di te” disse Jenny, e anche lei tirò fuori un pacchettino, che scartai subito, e dove trovai un bracciale, questo, però, d’oro.
“Grazie”
Quella sera li misi tutti e due, e non li tolsi mai più. [Modo elegante per dire: “Bene, lettore, ricordati di questi due benedetti regali, perché non ho intenzione di nominarli mai più durante il libro!”] :rotolo:
Cenammo molto bene, [Ma prima non eravate già al dolce? O in questo orfanotrofio si bissa?] anche se Jenny non parve divertirsi molto: un tizio le stava indiscutibilmente facendo la corte. [Thirteen Arte odiava i maschietti, quindi dava per scontato di odiarli anche a diciotto anni]
“…e come ti chiami?” le chiese.
“Bonnie” rispose lei senza pensarci e cercando di ignorarlo. [Oh, se ti fa così schifo lo prendo io!] :ifyou: :muoro: [Non è facile per Arte fare un capitolo senza If you know]
Da parte mia, comunque, non fu una grande sorpresa. Jenny aveva un carattere molto difficile e per niente dolce (o almeno così cercava di dipingersi) e non accettava mai nessuno. [Kety, siamo nel 2014, non sei costretta a parafrasare il lesbismo] :patpat:
Nick, però, la salvò poco dopo dicendo all’improvviso:
“Buona notte” [Mai visto un modo migliore di salvare una donzella]
“Come, vai già? resta un po’ che festeggiamo”
“No, mi spiace Jenny, sono molto contento, ma oggi mi sono spremuto le meningi per prendere quel voto”[Stellina!]
“Come vuoi, ciao”
“Ciao Nick”
“Ciao, ciao” [Discorsi intelligenti e utili – parte II]
Io restai con Jenny a scherzare solo per mezz’ora, poi anche io andai a dormire. Il giorno dopo feci le valige e me ne andai dopo aver salutato tutti. [Scusa ma posso chiederti DOVE?]
“Ci si vede, eh?”
“Certo, Nick. Non penserai che io voglia lasciarti” [Ebbene sì, stanno insieme! Ma, allora, una domanda mi sorge spontanea. Perché non se ne vanno assieme?]
“Beh, sai, ti voglio tenere d’occhio. Ora che hai diciotto anni potresti essere costretta a…diciamo…andare altrove” [What?] :koalaface:
“Altrove? E dove? Non conosco nessuno. Cosa intendi dire?”
Lui non rispose subito, ma cominciò a guardare in basso, come se fosse a disagio.
“Ti senti bene?” [Tu ci stai di nuovo nascondendo qualcosa. Parla se non vuoi subire le mie ire. PARLA!]
“Sì, benissimo. E’ solo che volevo dirti…beh…”
“Cosa?” [Già, COSA? Non ho tutta la giornata!] :censored:
“Voglio che ti ricordi queste parole qualunque cosa accada: io ti seguirò sempre e ovunque” [sì, sì, è l’ammoreh, ma PARLA!]
“Cominci a farmi paura: [A me cominci a rompere le noci di cocco!] tu parli come se non dovessimo più rivederci. Vado ad Oxford per laurearmi, non in guerra” [Sì, e poi arriva questa che pretende di laurearsi a Oxford. Siamo a posto]:risata:
“Sì, scusa. E’ solo che sono un po’ triste: tu sarai lontana”
“Solo una mezz’ora d’aereo. Dai, su con la vita. Ciao, ti chiamo appena arrivo”
“Ciao” [Discorsi intelligenti e utili – parte III. Ma poi, Kety, come fai a essere così stupida da aver mollato? Ovviamente ti nasconde qualcosa. Preoccupati!] :facepalm: :facepalm: :facepalm:
Avevo già prenotato una camera d’ albergo per qualche notte, poi sarei andata a vedere l’appartamento che i miei mi avevano comprato ancora prima che nascessi in centro a Oxford. [Ma che genitori premurosi!]
Appena arrivai all’albergo chiamai subito Nick:
“Ciao, come va?”
“Bene, e tu? Stai bene, non ti è successo niente, vero?” [Ci risiamo! Nick, se qualcosa ti preoccupa, per piacere, mettici a parte così poniamo fine a questo delirio, ok?]
“Nick, ho solo preso un paio di autobus. Oggi sei strano, sicuro di stare bene?”
“Sì, si. Sto bene” [Dicono tutti così]
La telefonata non durò molto, e quando riattaccai la cornetta me ne andai nella mia stanza, con mille pensieri che continuavano a ronzarmi in testa: [Ah, perché, hai una testa?] cosa aveva Nick? [Dovresti chiederlo a lui, e cercare di importi. Noi ne sappiamo quanto te] Per quale motivo era così preoccupato. [L’offerta dei punti interrogativi era finita, ne ho usati troppi prima] Non riuscii a trovare nessuna spiegazione, se non che Nick doveva avere qualcosa che non andava, [Uhm, sei un pozzo di scienza e perspicacia!] e mi stava sicuramente nascondendo qualche cosa. I miei pensieri, però, furono interrotti: quando arrivai nella mia stanza, sentii subito molto freddo, anche se era quasi Giugno. Provai persino a chiamare una cameriera di passaggio, ma lei mi assicurò che la temperatura era normale portandomi un termometro. [Non ha niente di meglio da fare che portare termometri a ragazzine con l’ipotalamo fottuto?] :muoro:
“Se vuole le chiamo un medico signorina.” [Uno psichiatra!]
“No, grazie”
Tutti sembravano sentire molto caldo, io proprio no .
Mentre era lì anche la cameriera, notai uno stranissimo bagliore fuori dalla finestra. La cameriera, naturalmente, non vide niente. [Lettori, credo che ci siamo… state per vedere la MAGGGIAH!] :yay: :*.*:
Credevo di stare per impazzire.
“Non è possibile…”
Andai subito alla finestra e la aprii.
Fuori era già buio, [No scusa eh, ma hai lasciato l’orfanotrofio-dinseyland la mattina, hai preso un paio di autobus, ed è già sera? Vabbè che ieri sei riuscita a impiegarci due ore per prendere i voti] ma potevo vedere benissimo una sagoma che saliva dalle finestre dei piani più bassi. Stava controllando tutte le camere, poi arrivò alla mia finestra e si fermò. [Scappa!] :o:
Io indietreggiai fino a toccare il muro, ma la figura, che era simile a quella di una donna, mi parlò:
“Sono qui per portarti via” [Appunto, scappa!]
“C…come?” [SCAPPAH!!!] :why: :why: :why: :why: :why:
Il freddo ora era veramente insopportabile, e continuava ad aumentare.
Io, ormai, avevo il sudore che traspirava per la paura completamente ghiacciato. Anche il bicchiere d’acqua sul comodino si era ghiacciato, e io provavo una strana stanchezza. [Dissennatori sull’Hogwarts Express di Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, siete voi?]
Dopo non molto tempo mi addormentai profondamente. [Una cosa che ti riesce bene fin dall’inizio del capitolo] :clap:

 

Immagini del giorno: SCAPPAAAH.

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Autocritica 2 – La mia migliore amica

Salve pantegane! Continua l’autocritica a puntate! Se ancora non avete letto il primo capitolo o non sapete di cosa si tratta andate a vedere QUI. Ah, nota di redazione: ho deciso di inserire qualche faccina/foto all’occorrenza. Perché vi garantisco che rendono maggiormente i miei stati d’animo mentre critico. Ero un po’ indecisa perché così il livello di serietà del blog colerà a picco, ma sapete cosa? L’AUTOCRITICA NON E’ UNA COSA SERIA.
Buone risate!

 

Capitolo 2 – La mia migliore amica

Come tutte le mattine mi alzai e andai a lezione. Ero molto triste, per via di quei due individui che avevano cercato di adottarmi solo il giorno prima. [Mah, non ti sei persa nulla, il papà sembrava il gemello separato alla nascita di Hitler] Una volta per la mia voglia, una volta per i miei amici immaginari, un’altra per i sogni…:[Questa interpunzione insana mi allibisce] :koalaface: per un motivo o per l’altro, nessuna famiglie era mai riuscita a tenermi.
A quel tempo il mio unico e vero amico era un bambino della mia età di nome Nicolas Robert Callew, [Ricordo benissimo che non sapevo nemmeno se esistesse come cognome. Ho controllato. Non esiste] Nick per gli amici: era arrivato al collegio nel mio stesso giorno, [Macchecoincidenza!] e da allora non ci siamo più separati.
Quel giorno comunque non rimasi nella tristezza molto a lungo, perché era arrivata una nuova bambina: era nel banco in fondo all’aula, ma non sembrava essere troppo timida. Aveva i capelli rossissimi e gli occhi verdi come il rubino. [Il famosissimo Rubino Verde di Coglionia!] :muoro:
“Da oggi avete una nuova compagna” disse l’insegnante.
“Vuoi venire a presentarti ai tuoi amici, cara?” [NO] :grumpy:
La bambina si alzò e andò alla cattedra:
“Mi chiamo Jennifer Shara Lips. [Perché se sei ingles… ehm… irlandese devi avere per forza il doppio nome. Informo fin da ora che non troverete un personaggio senza. Ma, almeno, Lips vuol dire qualcosa] Ho sette anni e vengo da Dublino”
Nella sua voce c’era una lieve nota di malinconia.
“Come sono morti i tuoi genitori?” chiese un bambino spavaldo con cui io non avevo mai parlato. [Vuoi morire fin da subito, piccolo bipede acefalo?]
“Jeff! Non si fanno queste domande”
“Sono stati uccisi… lo ha detto la polizia “ disse la bambina un po’ irritata, [Giusto UN PO’] che aveva risposto come se l’insegnante non fosse nemmeno intervenuta.
“Dicci cosa ti piace fare” chiese un’altra bambina
“A me piace cantare”
“Ci canti qualche cosa?” [NO] :grumpy:
La bambina guardò l’insegnante in cerca di consenso, poi fece una breve pausa e cominciò a cantare. Era bravissima, [Non avevamo dubbi] e la canzone era molto bella, anche se era in una lingua incomprensibile.[FENTASI all the way!]
“Molto brava Jennifer” disse l’insegnante, ma poi fu interrotta dal suono della campana, [Hanno ore brevi in questo pseudo istituto!] il che indicava che era giunta l’ora della pausa. Tutti i bambini uscirono dall’aula, e si unirono a quelli delle altre classi per uscire nel parco, mentre i più grandi, invece, si ritiravano quasi sempre nelle loro stanze per studiare. [La sintassi del periodo! Oddio! Gli occhi! Bruciano!] Notai che la bambina era sola vicino ad una colonna, così decisi di andare a fare conoscenza. Cercai di portarci anche Nick, ma sembrava più incline ad unirsi ad un gruppetto di bambini alle prese con una lucertola, e si dileguò prima che potessi fermarlo. Dopo essermi rassegnata ad andare da sola, mi avvicinai alla bambina.
“Ciao. Sei Jennifer, giusto?” :youdont: [Te l’ho detto giusto due righe fa. Non ho fatto in tempo a comparire all’anagrafe per cambiarlo]
“Si. [E come poteva mancare il SI senza accento?] Tu come ti chiami?”
“Kathleen, ma puoi chiamarmi Kety”
“Allora tu puoi chiamarmi Jenny”
Ci fu una pausa, poi lei continuò:
“E’ un tuo amico quello là?” mi chiese indicando Nick.
“Si, lo vado a chiamare, così lo conosci.”
Lasciai un attimo Jenny e mi avvicinai al gruppetto di bambini.
“Vieni Nick, ti vuole conoscere!”
“Chi?” [La Regina d’Inghil… ehm… il Presidente della Repubblica dell’Éire!] mi chiese senza staccare gli occhi dalla povera lucertola che era torturata da un altro bambino. [QUALCUNO LIBERI QUELLA LUCERTOLA O GIURO CHE CHIUDO QUI L’AUTOCRITICA]
“Jenny. Dai, vieni!” risposi cominciando a tirarlo per la maglia.
Vedendo che non mi ascoltava, liberai la lucertola, [Deo Gratias!] che si dileguò tra i cespugli. Subito dopo ci fu un’unanimità di “NO” detti a gran voce da tutto il gruppetto di bambini, [Schifosi bimbetti torturatori! Non vi perdonerò mai. E non perdonerò mai Thirteen Arte per avervi creati] ma io continuai a chiamare Nick.
“Ok, arrivo”disse alla fine spazientito.
“Ciao” disse subito Jenny a Nick, e lui sembrò tornare quello di sempre.
“Ciao. Sono Nicolas” :youdont: [Il tuo nome è stato detto almeno milleventordici volte, tranquillo, non ci dimentichiamo che sei un personaggio importante!]
In quel momento Jenny si passò un dito nel colletto dell’uniforme come se sentisse caldo, rivelando una strana macchia scura simile a delle onde. [ALT! Primo errore di trama: secondo la direttrice, al collegio c’era GIA’ una bambina con una voglia a forma di onde. A meno che non ce ne sia un’altra (ve lo dico io, non c’è), direi che siamo in presenza di un gap logico notevole. E perché? Perché io, signori, scrivevo di getto. E spesso all’indietro, come i gamberi. Non sono mai stata una persona ordinata, ma giuro che dopo l’esperienza di questo tentato libro, ho deciso di impegnarmi in quel senso almeno per la scrittura]
“Ehi! Hai una voglia come la mia!” [Macchecoincidenza! – parte 2]
“Anche tu hai le onde?”
“No, io ho un lupo” e glielo mostrai spostandomi il colletto.
Nick sembrò quasi spaventarsi.
“Fammi vedere” le disse saltandole al collo per vedere la voglia. Lei si spaventò in un primo momento, poi però gliela mostrò. :ifyou: [E da qui in avanti mi duole dire che vi segnalerò OGNI SINGOLO DOPPIOSENSO]
Nick sembrò incantarsi.
“Dove vivevi?”
“A Dublino, l’ho detto prima” [Brava Jenny, distruggi la sua autostima] :burns:
“E quella canzone? Dove l’hai imparata?”
“Me la cantava mia madre, ma cosa centra?”
“Niente. Non importa” [What? Non importa? Adesso tu vuoti il sacco, piccolo schifos… ehm… credo di dover farmi curare questi eccessi d’ira] :innocence:
“Che c’è?” chiesi a Nick.
“Ho detto niente” disse con un tono disinvolto.
All’improvviso arrivò Vivienne, [E tu chi cavolo sei? Dov’è il tuo secondo nome?] la mia compagna di stanza,[Sono in un orfanotrofio, hanno sette anni, e non dormono in casermoni? Ma che bella l’Irlanda!] :*.*: interrompendo un momento di silenzio assolutamente imbarazzante. Aveva un’ aria euforica:
“Kety, mi hanno adottata!” [Ma. Che. Bello. Yuppie!] :censored:
Non risposi subito: ero quasi sconvolta [Non chiedetemi perché a ogni emozione affiancassi l’immancabile “quasi”, evidentemente non volevo sbilanciarmi]. Vivienne era una mia amica, e scene orribili mi passarono per la testa dopo aver realizzato che non sarebbe stata più lei la mia compagna di stanza. [Dovresti morire d’invidia Kety! Almeno per i primi cinque secondi! Perché non hai mai reazioni normali?] :facepalm: Pensai ad Hannah: [Oh nuova arrivata dal palindromissimo appellativo, qual è il tuo secondo nome? Sto male senza] se fosse stata lei a prendere il posto di Vivienne non avrei più potuto parlare con nessuno la sera, perché lei passava i tre quarti della sua vita a studiare, poi mi venne in mente Katrina, la più antipatica della scuola, e dopo di lei Rita, Therese, Rosy… [Voglio un punto fermo, ti prego! E i secondi nomi di questo tripudio di personaggi inutili!]
“Sono contenta ” le dissi nascondendo la mia delusione.
Vivienne se ne andò due giorni dopo, e da qual giorno non la rividi mai più. [Se doveva essere un momento toccante, Thirteen Arte, credimi, ha fatto schifo] :clap: :clap: :clap:
“Stasera farai una nuova amicizia!” mi disse Nick mentre mangiavamo.
“Chissà chi mi metteranno in stanza”
“Scommetto che sarà Katrina!” [Non sappiamo il tuo secondo nome, ma se il primo contiene una K e una R, allora è ovvio che sei Kattiva!] :burns: rispose lui in tono perfido per farmi arrabbiare.
“No, tutto ma non lei!”
Katrina era proprio la peggiore tra tutte le bambine che mi stavano più antipatiche, [Che cosa avevo detto?] e Rosy, Rita e Therese erano le sue fan numero uno. Era perfida e crudele, e il suo passatempo preferito era prendere in giro le sue compagne davanti a decine di persone. Più di una bambina aveva versato lacrime grazie a lei. Non che ne avessi paura, [Ovvio! Non saresti la nostra EROA altrimenti!] ma credevo che non sarei potuta resistere più di un paio di giorni condividendo con lei la mia stanza prima di saltarle addosso e fargliela pagare.[Credo che avessi in comune con Kety gli scatti d’ira] Col tempo, poi, Katrina diventò anche peggio: a sedici anni, proprio quando stavo impazzendo per un certo Ray, lei arrivò e se lo prese proprio sotto ai miei occhi.[Non voglio sapere nient’altro davvero. Scene raccapriccianti scorrono davanti a me, e la mia interpretazione è altalenante tra un :ifyou: e un :risata: ] Poi, quella volta che si ruppe una gamba cadendo “accidentalmente” dalle scale, non potei far altro che gioire; In realtà era stato un ragazzino di undici anni che le aveva fatto uno sgambetto, e io non potevo certo fare la spia. Dopo poche settimane da quel fatto, Katrina si unì a Therese, Rosy e Rita, formando un gruppo di bisbetiche decisamente insopportabile. [Ah, le mie frustrazioni di bambinetta riportate in un libro! Credo sia una cosa che io e molti altri aspiranti scrittori facciamo e faremo sempre. Mettere gente che odiamo nei nostri libri e fargliela pagare]
Cercai di scacciare tutti gli orribili pensieri che mi attanagliavano [Guardate che lessico, guardate!] :worship: la mente, e salutai Nick. [Scusate, ho interrotto male la frase] :rotolo:
“Verrà una di quelle là, me lo sento” disse una parte di me mentre salivo le scale.
“Vedrai che sarà simpatica e che faremo amicizia” rispose un’altra.
“Si, aspetta e spera…” ribatté la prima in modo perfido. [Questo dialogo mi sa tanto di Angioletto e Diavoletto sulle spalle, come le meglio puntate di Tom e Jerry]
Entrando nella stanza, però, le mie preoccupazioni svanirono in un attimo: sul letto che fino al giorno prima apparteneva a Vivienne era seduta Jenny. [Cliffhanger finale inaspettatissimo! E dove ha dormito miss onda per due giorni?] :o:

 

Immagine del giorno: non ci sono più i rubini di una volta!

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Lezione 41 – Impaginare

Salve a tutti! Oggi scrivo una lezione che mi è stata (parzialmente) richiesta. In generale, si parla di come impostare graficamente un libro, e cercherò di spiegare al meglio senza tralasciare nulla.

First thing first, mi sono accorta solo ora che avevo già fatto un articolo su alcune regole redazionali (come scrivere certe parole, l’uso del grassetto e del corsivo) per cui vi invito a leggerlo se non l’avete fatto: Lezione 5 – Regole redazionali.
Fatto questo, iniziamo col parlare più nello specifico di come presentare un file ordinato, bello, piacevole alla vista. Ricordatevi che spesso quello che dico è qualcosa di basato sulla mia esperienza e sul mio gusto, non esiste una scienza esatta! Ma certamente se volete avere un’idea di come lavorare, potete prendere spunto da questo articolo, modificando poi a vostro piacimento. La regola generale è solo una: siate ORDINATI.

Per parlare di come impagino un libro devo partire anche dal come lo scrivo. Trovo molto più comodo, infatti, fare file separati per ogni capitolo, anche piuttosto grezzi, senza rifiniture. Poi vado a impaginare solo quando ho tutto il libro finito.
Il font è a vostra discrezione. Ma qui iniziamo con le regole: non usare MAI font elaborati per il corpo. Potete usare il classico Times New Roman, Calibri, Geramond, quello che volete, purché sia scritto in stampatello minuscolo e il più standard possibile. Niente corsivi arzigogolati stile Vivaldi o troppo importanti stile Impact. Rimanete sul classico. Potrete, in ogni caso, sbizzarrirvi con i font per i titoli dei capitoli (ma se e solo se state impaginando per voi o per far leggere a privati. Se intendete inviare a case editrici, meglio fare una versione soft, in cui anche i titoli sono scritti in uno stile semplice e classico).
Ecco come si presenta una pagina ordinata:

Cattura

Titolo in un font di vostra scelta, corpo semplice (Calibri in questo caso). I numeri di pagina è sempre meglio metterli, per comodità. Il corpo è preferibile giustificato piuttosto che allineato a sinistra, se volete farlo sembrare il più professionale possibile.
Per i dialoghi esistono diverse scuole, ma io sono per quella in cui si deve andare a capo ogni volta che cambia colui che parla. Quindi, essenzialmente, prima di aprire altre virgolette andate sempre a capo!
Il grassetto non si usa MAI, il corsivo invece è di uso piuttosto comune e vario: io lo uso per i flashback, per le citazioni, i pensieri diretti, quando devo dare enfasi a una parola… in generale, si può usare ogni qual volta vi serva staccare graficamente qualcosa dal resto del corpo.
Più dibattuto è l’uso del caps lock, in caso si sia in presenza di un dialogo urlato. Io personalmente non ho ancora capito se mi piace o meno, ma si può usare e ne ho fatto uso anch’io, perché effettivamente non sempre un punto esclamativo rende un urlaccio. Quindi è a vostra discrezione, ma comunque ricordatevi che rientra nell’ambito di quelle cose da usare il meno possibile, come le parentesi.
Quando cambiate paragrafo andate a capo due volte in modo da lasciare uno spazio bianco. Se invece dovete citare poesie, testi di canzoni, o qualsiasi cosa sia da riportare così come il personaggio la vede scritta, potete fare come me: centrare la parte di testo incriminata e dividerla dal corpo con due spazi, sopra e sotto.

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Personalmente non amo gli interlinea troppo evidenti, ma se vi piacciono inseriteli pure, a occhio direi non oltre il punto e mezzo.
I margini sono pure quelli a vostra discrezione, ricordatevi solo di abbondare un po’ nel margine destinato al dorso del libro (sinistro per le pagine dispari e destro per le pari), in caso lo vogliate stampare e rilegare in qualche modo, altrimenti il supporto che userete andrà a sovrapporsi alle parole.
La grandezza del font è sempre a vostra discrezione, ma cercate di non mettere più di 40/50 righe nella stessa pagina, soprattutto se è un testo destinato a supporti multimediali.
Parlando del file completo, invece, ricordatevi di distanziare bene i capitoli. Finito un capitolo non procedete nella stessa pagina, ma andate a quella successiva. E, inoltre, ricordatevi di lasciare le pagine bianche dietro la copertina, il titolo del libro e un’eventuale dedica, se il file è destinato alla stampa! Alla fine il file dovrebbe presentarsi così:

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Se avete una copertina, potete inserirla nella prima pagina, ma non fatelo assolutamente se state inviando a editori, nel qual caso la dovrete sostituire con i vostri dati e contatti.
Infine, cercate di fare un bel lavoro per il titolo e magari anche per la pagina di fine. La semplicità vince sempre, non c’è bisogno di fare cose troppo elaborate, ma ricordatevi che anche l’occhio vuole la sua parte!

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Come tipo di file prediligo sempre il pdf, perché non può essere modificato e oltre a essere più sicuro mi da un senso di definitivo. Se avete da inserire appendici, ringraziamenti o indici fatelo solo dopo la parola fine, e come impostazione mantenete quella del libro.

Spero sinceramente di non aver dimenticato nulla ma ne dubito. Nel caso, chiedete pure qui sotto. E perdonatemi per le foto autoreferenziali, ma come ho detto sto parlando di mie preferenze, e poi molto semplicemente erano le uniche foto che avevo a portata di mano 😀