Shutter Island: un Silent Hill non ufficiale

Ok, no, devo parlarne. So che anche questo è un articolo “fuori tema”, ma non posso non farlo, me lo impone la mia sanità mentale. Quindi senza ulteriori convenevoli andiamo nel vivo della questione.

Ho visto Shutter Island piuttosto di recente, e come molti sanno Silent Hill 2 è tra i miei videogiochi preferiti (se non il videogioco preferito). Da un po’ di tempo c’è questa idea che non se ne vuole andare dalla mia testa: Shutter Island è UGUALE a Silent Hill.
No, non fraintendetemi: la storia è diversa e ufficialmente nulla c’entrano l’uno con l’altro. Ma ciononostante le similitudini sono talmente tante che trovo impossibile non paragonarli.
Quindi nulla, presa dalla smania di informazioni, ovviamente ho fatto qualche ricerca. Come mi aspettavo, nulla si riscontra nell’Internet Nazionale. Ma facendo qualche ricerca in inglese, ecco i primi risultati: no, per fortuna, non sono l’unica malata ad aver individuato questa similitudine! Anzi vedo che molti, pur non parlandone approfonditamente, ritengono Shutter Island un “figlio adottivo” della Silent Hill Saga, nonché, forse, il film che meglio rappresenta lo spirito di Silent Hill, ben superiore ai due film ufficiali. Non posso che concordare.
Quindi ora mi impegnerò a fare un confronto tra le opere, che spero i fan dell’una o dell’altra gradiranno. Mi sembra superfluo dirlo, ma lo faccio per pararmi il lato B: questo articolo è pieno zeppo, stracolmo, veramente GRONDANTE di spoiler parecchio gravi, sia del videogioco che del film. Leggete a vostro rischio e pericolo.

Iniziamo con qualche dato anagrafico. Chi ha preso ispirazione da chi? Dopo aver confrontato gli anni di uscita del libro di Shutter Island (2003), del film (2010) e dei vari capitoli di Silent Hill che ritengo, anche solo minimamente, citati (1999, 2001, 2009) posso dire con quasi assoluta certezza che è Shutter Island ad aver preso ispirazione da Silent Hill, in due tempi diversi. Prima il libro del 2003 che si è ispirato a Silent Hill 2 del 2001 (come storia e tematiche), poi il film del 2010 che si è ispirato a tutti i Silent Hill precedenti (Silent Hill 1  del 1999, il 2 del 2001 e Shattered Memories del 2009), inglobando anche qualche rimando “grafico” e visivo alla saga di Silent Hill.
Iniziamo, subito, infatti, con un’inquadratura che non lascia proprio scampo alle interpretazioni. Il film e Silent Hill 2, infatti, iniziano con la stessa, identica, inquadratura:

E’ qui, nei primi dieci secondi di film, che ho iniziato a pensare all’assonanza con Silent Hill 2. Qui notiamo il nostro caro Leonardo di Caprio che si specchia dopo essersi sciacquato il viso, stessa identica scena di apertura di James Sunderland nel videogioco. Notate proprio l’inquadratura, che in entrambi i casi che ci mostra lo specchio dalla destra del protagonista. Notate l’espressione, che infatti rimanda alle stesse identiche emozioni (poca sanità mentale, stanchezza, tristezza, dolore fisico e psichico). Vi prego anche di notare il chiaroscuro, molto accentuato in entrambe le figure, che in entrambe le opere indica la stessa cosa: la doppia valenza del protagonista, che ha qualcosa da nascondere, un lato oscuro. Prima di procedere, inoltre, vorrei farvi notare che anche la fisicità dei due uomini è pressoché la stessa: maschio, bianco, caucasico, capelli biondicci, quasi stessa pettinatura. E questa potrebbe essere una coincidenza, ma chi lo sa… mi piace credere di no.

Prima di passare alla trama, che rimanda, come già detto, quasi tutta a Silent Hill 2, vorrei soffermarmi su qualcosa di molto più fumoso da spiegare: la sensazione generale del film, l’atmosfera. Questa è presa da molti capitoli diversi di Silent Hill, in qualche caso abbiamo anche ambientazioni identiche. Facciamo una rapida carrellata.

Componente importantissima di Shutter Island è il faro, pressoché identico a quello di Silent Hill 1, ripreso anche nello stesso identico modo. Ma non solo:

In Silent Hill 2 bisogna seguire la luce di un faro prima di scoprire la verità, e lo stesso accade in Shutter Island, che vede il faro come prova finale. Per non parlare, ovviamente, dell’immancabile nebbia fitta.

C’è anche una forte similitudine in quanto alle ambientazioni e ai personaggi secondari: l’ambiente clinico, le infermiere, i medici, spesso visti come “nemici”, qualcuno di cui non fidarsi.

Ancora, troviamo un’abbondante presenza del fuoco e della cenere, tipiche di Silent Hill 1 e 2.

Le grate, la ruggine, tipiche della saga.

In particolare, tutte le scene nel famoso Blocco C di Shutter Island rimandano tantissimo alle prigioni e al labirinto di Silent Hill 2.

Abbiamo anche una forte similitudine con la figura del lago, visto sia come ricordo positivo che come ambientazione macabra… ma su questo punto, vi anticipo subito che mi soffermerò di nuovo in seguito, quando parlerò del significato dell’acqua.

Infine, l’elemento “ghiaccio” di molti flashback di Shutter Island, che non ha potuto non ricordarmi Shattered Memories. Vi vorrei far notare che la bambina ghiacciata è praticamente identica.
Insomma, in generale, l’atmosfera è davvero la stessa. I rimandi visivi credo siano lampanti e quasi spudorati, sembra davvero di essere in una trasposizione cinematografica non ufficiale dei videogiochi. A questo punto credo, semplicemente, che non solo lo scrittore di Shutter Island si sia ispirato a Silent Hill 2 per la trama, ma che anche sceneggiatori e direttori alla fotografia del film, forse sapendo di questa fonte di ispirazione, abbiano cercato foto (o forse anche giocato) alcuni capitoli della saga per rendere anche graficamente la somiglianza. Perché, davvero, se è una coincidenza, allora non sono più sicura di niente nella vita, nemmeno del mio nome.

Ma ora entriamo nel vivo della trama (e degli spoiler. Uomo avvisato…).
Tralasciando tutta la parte visiva, infatti, possiamo notare che la trama è praticamente la stessa. O meglio, è diversa, ma si basa sugli stessi presupposti, tanto che se dovessi fare un riassunto andrebbe bene sia per la trama di Shutter Island sia per quella di Silent Hill 2:

Uomo mentalmente disturbato cerca la verità a proposito della moglie morta, finendo per ricordarsi di esserne lui l’assassino.

D’accordo, l’ho semplificata molto, ma il concetto è questo, per entrambe le opere. E non è un’accusa, attenzione! Infatti ormai Shutter Island è uno dei miei libri/film preferiti. Così come lo è Avatar (anche se è simile a Pocahontas). Non ho mai ritenuto, infatti, che le similitudini di trama possano essere un punto negativo, perché alla fine tutto è già stato detto e scritto, è praticamente impossibile creare una trama DEL TUTTO originale. Questo è il senso della citazione di Goethe che ho messo sotto il titolo del blog: non importa cosa dici, ma COME lo dici. E sia Silent Hill 2 che Shutter Island dicono la stessa cosa EGREGIAMENTE, entrambi aggiungendo peculiarità alla storia, che in buona sostanza rendono i due lavori, diversamente, ma ugualmente capolavori.
Quindi andiamo con una carrellata delle similitudini nella trama.

In entrambe le storie il protagonista ha perso la moglie e tenta di fare chiarezza sulla sua morte. Il protagonista pensa che la moglie sia morta per una causa (per Mary era una malattia, per Dolores un incendio doloso da lei stessa causato) mentre in realtà l’assassino è proprio lui: Mary, infatti, viene soffocata da James e Teddy spara a Dolores. Né James né Teddy, infatti, ricordano il loro crimine e tendono a giustificarsi dando la colpa ad altri fattori. James ci riesce facendo coincidere la morte di Mary con l’inizio della sua malattia (che equivale a dire “Non sono stato io, lei per me è morta quando è stata male la prima volta”), Teddy invece incolpa l’incendio causato da Dolores stessa (“Non sono stato io, lei per me è morta la prima volta che ha tentato di suicidarsi”).
I due protagonisti quindi condividono il disturbo mentale, il rifiuto della colpa, la memoria fallace e il crimine, che è il medesimo, anche se per motivi differenti (James uccide Mary perché non sopportava più la vita risucchiata dalle cure mediche di lei, Teddy uccide Dolores perché lei aveva a sua volta ucciso i loro tre bambini). Entrambi soffrono di allucinazioni e vedono il mondo circostante come loro lo vogliono vedere, ed entrambi capiranno la verità solo alla fine delle proprie opere di appartenenza.
Gli indizi sulla dubbia sanità mentale del protagonista sono sparsi in entrambe le opere, anche se in modo diverso. Ad esempio, James tende a essere distaccato, a non provare emozioni, a volte a fare discorsi insensati, mentre Teddy è fin troppo complottista, paranoico, tende a inventare trame troppo ingarbugliate per spiegare cose semplici. In entrambe le opere è molto simile anche il modo in cui gli indizi ci vengono presentati, e cioè dall’inizio. Il problema è che alla prima giocata/visione si è troppo concentrati sulla trama per rendersene conto, mentre ad una seconda analisi tutto risulta alla luce del sole (ad esempio, James incontra molti cadaveri di sé stesso, mentre Teddy viene squadrato da tutti in modo molto circospetto, visto che hanno paura di lui in quanto malato mentale).

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Come avevo preannunciato, bisogna fare un rapido excursus sul ruolo dell’acqua nelle due opere. In Silent Hill 2 è presente in innumerevoli punti: spesso piove, ci sono ambientazioni allagate, la stessa città di Silent Hill sorge sulle rive del Toluca Lake e uno dei finali vede il protagonista suicida in acqua. Nel videogioco viene, insomma, vista come un elemento positivo e negativo al tempo stesso: l’acqua è la purezza, il lago è quello che piaceva tanto a Mary, però, come già detto, vede anche una componente suicida in uno dei finali. Bene, lo stesso vale per il film Shutter Island: il protagonista ci mette subito al corrente, infatti, che la sua più grande fobia è l’acqua. L’isola, in quanto tale, ne è circondata, e inoltre si scatena una tempesta molto violenta che non fa che peggiorare la presenza di acqua in tutto il film, rendendo il protagonista sempre più nervoso. Scopriamo, infatti, che l’acqua ha una doppia valenza per lui: bel ricordo di tempi felici insieme a Dolores, in un cottage sulla riva di un lago, ma anche luogo di morte, in quanto la stessa Dolores aveva poi affogato nel lago i tre figli.

Un’altra similitudine è la presenza quasi costante di una bambina da inseguire, come sinonimo di verità e purezza. James infatti più volte si trova costretto a inseguire Laura per proteggerla, e così, allo stesso modo, Teddy ha sogni e visioni di una bambina che lo accusa di non averla salvata quando era il momento. Si scoprirà, poi, essere una dei suoi figli, uccisa da Dolores, mentre ciò non avviene per Laura, che rimane sempre un’estranea.

Bisogna, infine, notare come in entrambe le storie il protagonista identifichi la moglie, almeno per qualche tempo, in un’altra donna, una donna “sbagliata”. James, infatti, da subito nota la somiglianza di Maria con Mary, e così Teddy, per la prima parte del film, tende a sovrapporre il ruolo della moglie Dolores a quello di un’altra donna, Rachel, che poi si scopre essere di sua invenzione… così come Maria, che non esiste se non nella testa di James.
In entrambi casi, poi, bisogna notare come le due interpretazioni della stessa donna abbiano i capelli diversi, mori in un caso e biondi nell’altro: Dolores bionda, Rachel mora. Mary mora, Maria bionda.

Io, boh… direi di aver finito. Forse. Ma forse no.
Sto sicuramente dimenticando qualcosa e me ne dispiaccio, ma comunque credo di aver resto l’idea generale. Spero, insomma, che il mio articolo vi sia piaciuto, anche perché è stato impegnativo a livello di ricerche e a livello di interpretazioni mentali. Spero di avervi messo voglia di rivedere/rigiocare questi titoli. Sappiate solo che io sono innamorata di entrambi e sì, credo, per concludere, che Shutter Island sia il film perfetto mai fatto di Silent Hill 2, sì, anche se è diverso. Come al solito eventuali opinioni sono ben accette (anche se so di aver scritto qualcosa tremendamente di nicchia).
Vi saluto calorosamente, al prossimo articolo!

SMC – Mulan

Ebbene sì, sono una grande appassionata di film d’animazione! Molte volte mi sono sentita dire che non dovrei, perché sono cresciuta, perché dovrei essere adulta… sì, potrei farci un articolo a parte sulla questione, ma per ora evitiamo. Mi limiterò a dire le cose come stanno veramente: i film d’animazione spesso sono dei CAPOLAVORI ASSOLUTI. E come scena emblematica, oggi, vorrei mostrarvi questa, che viene direttamente da Mulan, uno dei miei film disney preferiti.

In questa scena tutto è perfetto. La colonna sonora, la tempistica per la suspense, la posizione dei personaggi nell’ambiente, i disegni, l’attenzione ai dettagli… qui, in particolare vorrei che notaste la cura con cui è stato creato ogni singolo componente dell’armata nemica, con tanto di ombra personalizzata e scia nella neve. Tutto A MANO s’intende, questa è la vecchia scuola.
E poi niente, c’è ancora qualcuno che osa dire che non sono film (anche) per adulti.

 

SMC – Le fabuleux destin d’Amélie Poulain

In italiano “Il favoloso mondo di Amelie”, un bellissimo e anche piuttosto famoso film francese con attrice protagonista Audrey Tautou. Che dire… è un film adorabile, dolcissimo, esteticamente perfetto, con una maniera di raccontare le cose molto particolare, con molte parti raccontate da un narratore e, a volte, addirittura la protagonista che sfonda la quarta parete e si rivolge al pubblico. Una storia d’amore commovente raccontata da una ragazza molto timida che passa la vita a farsi tanti ma tanti viaggi mentali, detta alla buona. Guardatelo perché vi innamorerete!

La scena è un po’ più lunga di quelle che metto di solito ma non importa, perché davvero è di una forza emotiva unica! Non potevo sceglierne un’altra.

 

 

SMC – Shutter Island

Oddio ragazzi. Oddio ragazzi. ODDIO RAGAZZI.
Ok, inizio subito col dire che sono fresca fresca di questo film (visto questo weekend, due volte di fila. Perché fidatevi due volte SERVONO), e sono rimasta sconcertata a livelli colossali. Sto ancora cercando di ricomporre la mia mascella disarticolata. Erano anni che dicevo di volerlo vedere ma procrastinavo, perché credevo fosse troppo horror per i miei gusti (non lo è, il trailer era un po’ ingannevole). Sapevo che sarebbe stato un bel film, ma… questo non è un bel film. Questo è IL FILM.

Vi lascio una scena tanto drammatica quanto bella che non vi spoilera niente, ammesso e non concesso che riusciate a capirci qualcosa, se non l’avete visto. E’ un film molto complesso, infatti, anche se per gli amanti dei trip mentali direi che rimane tra i più soft (Inception o Memento li ho trovati più difficili, per capirci). Va comunque visto due volte, è quasi d’obbligo, perché alla seconda visione si notano tantissime cose che hanno senso solo alla luce della trama completa.
E poi vabbè, vogliamo farla una menzione speciale a Di Caprio? Sì, dai, facciamola ‘sta menzione speciale. Leo, ti menziono specialmente. In questa scena eri il dio della recitazione drammatica, te lo giuro, la ricorderò finché campo.

La scena è in inglese. Purtroppo a quanto pare in italiano non esiste. Ma c’è anche da dire che il Di Caprio DOC rende assai.

 

SMC – Interstellar

Salve ragazzi!
Dovrei fare un mea culpa lungo secoli per questi mesi in cui non mi sono fatta sentire. Purtroppo non è stato un bel periodo. Ma tutto passa, per fortuna. Spero di non lasciare più andare così il blog, perdonatemi!

Comunque, bando alle ciance, e parliamo di Interstellar! Se mi aveste chiesto qualche tempo fa quale fosse il mio film preferito, non avrei saputo rispondere, avrei detto “ce ne sono tanti, non ne so scegliere uno”. Bene, cancellate tutto. Ora so benissimo qual è il mio preferito: Interstellar, appunto, di Christopher Nolan (anche lui sbalzato in cima alla mia lista di registi preferiti, sebbene già fosse in un’ottima posizione).

Questo film è uscito alla fine del 2014 e l’avrò già guardato 5 o 6 volte, di cui ben due al cinema. E lo riguarderei ora senza annoiarmi, nonostante la sua lunghezza. Se non l’avete visto, correte perché è un CAPOLAVORO.

Bene, finito il mio commento totalmente di parte, vi lascio alla scena più bella. Non ha nemmeno bisogno di essere descritta. Godetevela e basta.

SMC – Big Fish

Probabilmente il mio film preferito, e tra l’altro targato Tim Burton! 
E’ sconosciutissimo, in confronto ad altri suoi lavori. Non so perché, soprattutto visto e considerato che lo ritengo il suo masterpiece, senza ombra di dubbio (forse l’atipica assenza di Johnny Depp c’entra qualcosa?). Comunque è un film da cinque stelle. Per la regia, la recitazione, le tematiche, la storia… tutto. Visionario e stravagante come ci si aspetterebbe dal vecchio Tim, ma anche molto più “colorato” della sua media. La perfezione. 
Vi prego, guardatelo, perché tutto il mondo dovrebbe conoscerlo e apprezzarlo. E munitevi di fazzoletti.
La scena che ho scelto è, secondo me, una delle meno spoilerose e al contempo una delle più rappresentative del film.
E, vi prego, rendete omaggio agli attori: sono immobili davvero!

 

SMC – Inception

Il più bel film che ho visto di recente. E’ un 10/10 per me, non lo nascondo. Uno di quei film per i quali, al cinema, sarei disposta a pagare due volte il biglietto. Guardatelo, ve lo consiglio col cuore! A parte la sceneggiatura GENIALE e MALATA, è davvero tecnicamente e logicamente perfetto. Non ho trovato un difetto.

Guardatelo. Guardatelo tutto d’un fiato. Non in tv (le pubblicità vi impediranno di capirlo), non in due pezzi (sebbene sia lungo). Guardatelo, dall’inizio alla fine. Fatevi scartavetrare il cervello, buttate lì le vostre ipotesi (che saranno puntualmente diverse da ogni altro spettatore che vi ha fatto compagnia), poi guardatelo di nuovo per cogliere i particolari lasciati indietro. Godetevelo e amatelo!
E amate anche Leonardo di Caprio. In questo film è davvero oltre ogni umana capacità recitativa.

“Stai aspettando un treno. Un treno che ti porterà molto lontano. Sai dove speri questo treno ti porti, ma non puoi averne la certezza. E non importa. Perché sarete insieme”

 

SMC – Vita di Pi

Ragazzi! Ho visto recentissimamente questo film. Non è bello, è TRAVOLGENTE.
La storia appare originale fin da subito: un ragazzo indiano che si ritrova in mezzo all’oceano pacifico con una scialuppa e, come unico compagno di viaggio, Richard Parker, una tigre del bengala di 200 kg, ferocissima, affamatissima. 7 mesi alla deriva, senza morire di stenti o a fatto a fette.
Poi, quando vi sembra di avere visto ormai tutto ciò che il film può dare (e sarebbe stato bello lo stesso), arriva il finale. Uno di quelli che piacciono a me, che ti lasciano a bocca spalancata e ti IMPONGONO di rivedere tutto d’accapo per capire meglio. Per notare tutto ciò che alla prima visione ti è rimasto nascosto. E vi garantisco che di simboli allegorici in questo film ce ne sono da riempire un transatlantico (per rimanere in tema di navigazione).
Questo film non è un optional, non si può non vedere. E il libro non si può non leggere, per cui consiglio anche quello.

In realtà avrei mille scene da mostrarvi, ma questa è la più “guardabile”, nel senso che anche chi non ha visto il film può capirla e apprezzarla. L’ho inserita in inglese. A chi servisse, di seguito la traduzione delle (poche, in verità) parole del protagonista: “Il mio nome è Pi Patel, sono stato vittima di un naufragio. Sono solo su una scialuppa con una tigre. Per favore, inviate aiuto”.

SMC – Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Senza voler togliere visibilità alla precedente Lezione 33 (per cui se non l’avete letta, FATELO), oggi nonché alla vigilia di Natale vi regalo una Scena Migliore del Cinema. Oggi abbiamo un film che ho (ri)visto di recente: Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Mi rifiuto categoricamente di chiamarlo in italiano, Se mi lasci ti cancello, perché lo fa passare per qualcosa che non è, cioè una commedia spensierata. Perfino il trailer originale commette questo gravissimo errore. Ebbene, se non l’avete guardato credendo ad un film che cavalcasse l’onda del successo di Se mi lasci ti sposo, lasciatevi dire che avete commesso l’errore più grande della vostra esistenza. Perché in realtà si tratta di un film psicologico di rara bellezza. Di primo acchito è molto confuso, ma vi posso assicurare che la sceneggiatura è magistrale, e alla fine tutto torna. Per cui… guardatelo! E inchinatevi!

 

SMC – Braveheart

Apro finalmente questa rubrica, le Scene Migliori del Cinema, in questo giorno nefasto per tirarmi un poco su di morale. Spero che l’idea vi piaccia… in ogni caso sto elaborando un paio di Riflettendo, e spero a breve di trovare idee per una Lezione. Per cui, se vi interessano gli articoli vecchio stile, just stay tuned!

Oggi vi presento una scena di Braveheart, che ADORO. Un film commovente e pieno di significati, pullula di belle scene, ma questa credo sia una delle migliori. Vediamo il piccolo William Wallace, che da adulto sarà il protagonista del resto della storia, che piange al funerale del padre. Quando, all’improvviso, una bimba gli regala un fiore. Quella bimba è Murron, la sua futura moglie. il fiore apparirà in varie scene del  film, spesso in modo anche un po’ celato… un modo fantastico e semplicissimo per rimandare a mille significati, il ricordo di Murron e l’amore in primis.

Vorrei focalizzare la vostra attenzione sulla grande capacità degli attori (sono bambini eppure hanno molta più espressività degli attori di telefilm) che riescono a fare una delle cose più difficili: commuovere il pubblico senza pronunciare una sola parola. Tutte le vostre sensazioni sono suscitate solo dal loro sguardo immobile e dalla colonna sonora, a dir poco fenomenale.

Ditemi se non è commovente!