Autocritica 12 – Incontro tra vecchi amici

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Capitolo 12 – Incontro tra vecchi amici [ [SM=g10386] chi incontreremo?? BIANCO????]

Il tempo trascorse velocemente: ormai era già passata l’estate ed anche l’autunno, che era stata la stagione più calda [ [SM=g10255]  [SM=g10284]  Perché l’autunno dovrebbe essere più caldo e poi l’inverno torna freddo? Ma che ordine è?]. Ora si cominciavano ad avvistare i primi veri fiocchi di neve, niente a che vedere con quelli della notte di ferragosto [No, mi spiace, non sto più capendo nulla]. Ogni tanto sentivo ancora gli ululati di quei lupi, che percorrevano il loro territorio col trascorrere dell’anno. Nel branco dovevano esserci dei nuovi nati, perché si udiva qualche abbaio da cucciolo ogni tanto.
Tutto procedeva per il meglio e la storia tra Greg e Ophelia procedeva a gonfie vele. [AmMmOrEeeH mi mancava] Io mi ero messa a studiare la lingua dei centauri cominciando dall’alfabeto, che era composto da 30 lettere suddivise in tre gruppi: lettere ordinarie o principali, lettere secondarie e fonemi. Le lettere principali equivalgono alle nostre vocali, quelle secondarie alle consonanti e i fonemi sono i suoni come gh e ch, che si abbreviano con una lettera unica. [Ok, sorvolando sul fatto che questa è la prima e l’unica volta che parlo di questa fantomatica lingua, e sorvolando ancora sul fatto che non ho mai nemmeno riportato mezza frase in lingua originale, direi che possiamo concludere che sì, la mia ossessione per le lingue nasceva FENTASI nasceva qui. ‘Sta cosa l’ho mantenuta nel mio primo libro serio, Gli Eredi di Howel. Andate a leggerlo. Dai, su] Questa lingua è molto usata, ma ormai quasi tutti i centauri e le altre creature sanno parlare la lingua delle fate e degli stregoni [E questi stregoni che ogni tanto diventano maghi… che sono poi solo i maschi di fate. Ma non hanno poteri magici. E le stesse fate che, oltre ad avere una voglia sul collo come le vacche marchiate, sono in tutto e per tutto umane. La fantasia strabordava proprio dal mio cervello, vero?].
Cominciai anche ad esplorare gli spazi circostanti a Centaurorum Vicus, ma non trovai molto [Davvero? Mi aspettavo che descrivessi di nuovo alberi molto grossi e neri]. Ormai avevo esplorato molto e mi mancava solo la parte Ovest, dove mi avventurai con l’arrivo della bella stagione (se così può essere chiamata a Knarenn). [Specifichiamolo, perché non l’avevamo capito dal fatto che l’autunno e l’estate si fregano il clima a vicenda]
Un giorno, mentre camminavo tra gli alberi [MOLTO GROSSI], avvertii un rumore molto sospetto. Era un po’ che mi sentivo seguita e osservata [Strane sensazioni mistiche che arrivano senza che la protagonista abbia alcuna vera e propria capacità per percepirle, semplicemente perché servono a salvarle le chiappone], ma ogni volta che cercavo di scorgere qualcuno, mi rendevo conto di essere (apparentemente) sola [E l’apparentemente tra parentesi era FONDAMENTALE].
Ero arrivata ad un ampio spazio senza alberi, coperto da terriccio nero, ramoscelli secchi e qualche foglia morta da parecchio tempo. [Altro modo per dire: RADURA. Sì, proprio quelle che appaiono all’occorrenza! Fateci caso: se nei FENTASI si deve combattere in mezzo a un bosco, giustamente per fare spazio appaiono sempre le RADUREH] Proprio qui incontrai una vecchia “amica”. [OPS! Mi sa che non è BIANCO. A meno che non si sia servito della chirurgia per cambiare sesso e diventare BIANCA (senza Bernie)]
Stavo riposando quando sentii un urlo agghiacciante e stridulo. Lo avevo già sentito mesi prima e me lo ricordavo molto bene: c’era sicuramente un’arpia nelle vicinanze. Ero proprio al centro dello spazio circolare senza alberi [RADURA, dì le cose come stanno, Arte! Sii onesta con te stessa!] e continuavo a guardarmi intorno: gli urli non provenivano sempre dallo stesso luogo e mi sentivo circondata. [COME FARA’ A SALVARSI LA NOSTRA ErRrOaA?] Le arpie dovevano essere parecchie decine e si stavano decisamente stringendo attorno a me. [muorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuorimuori] Non molto tempo dopo mi accorsi di aver ragione: le arpie erano più di una cinquantina e ne ero accerchiata. [EVVAI! Dai che questa è la volta buona!  [SM=g8194] ] Mi guardavano con gli occhi felini e urlavano senza sosta. Erano molto simili a Celeno, ma le loro ali erano più piccole e meno eleganti [Perché se non sei una Regina Arpia le tua ali si sviluppano meno, Darwinismo di base proprio]. Io sudavo freddo e tremavo, ma ero sicura di non sembrare troppo impaurita; è una mia abitudine [oddio, sento aria di vanto imminente!]: quando sono in situazioni di pericolo cerco di non sembrare debole e di apparire coraggiosa al cospetto degli altri, anche se è totalmente il contrario. :badass: [Ma che EROA! Sei BrAvIxXxImA!] In quel momento stava accadendo proprio questo. Ad un certo punto un’arpia di fronte a me si fece avanti e mi venne vicinissima. [Non descriverla, mi raccomando. E soprattutto NON scappare, in fondo anche tu ti vuoi morta] All’improvviso mi afferrò il collo e disse:
“Tu devvi esserre quella fatta di cui parla Celenno…” [Ahahahah, e torna il modo di parlare dislessico. Non ci riesco, devo cominciare a ridere già adesso [SM=g9385][SM=g9385]]
“… lei dicce che ti sai trasformarre in luppol!” [LUPPOLO! Come la birra del signor Poretti!]
Io non dissi niente. Era fortissima e mi era impossibile opporre resistenza. [Se fossi scappata prima!] :genius:
“Dicce anche che sei moltto abbile nel combatterre! Mi spiacce contraddirre la mia reginna, ma non sembri perr nientte fortte!” [Ditemi, ora, come cavolo si dovrebbero leggere le ultime tre parole. Forza! DITEMELO]
Lei continuava a guardarmi girandomi la testa da una parte all’altra. Questa arpia aveva le ali più rossicce [Ecco, descrivila adesso che sei in punto di morte! Mi sembra plausibile! Il momento più adatto a rompere la (già di per sé scarsa) suspense], come i capelli e gli occhi. I canini, poi, erano molto sviluppati, come quelli di un vampiro. [EDOARDO CULLENO! C’è il tuo zampino nella fecondazione di quest’essere?]
“Chi ti ha datto il permesso di attraversarre il terrritorrio delle arpie?” [Il buon senso comune le ha detto di farlo. Deve morire per il benessere pubblico]
“Mi dispiace, non lo sapevo” risposi con tono indispettito. [E ancora con questo sarcasmo spicciolo? Ma quanti punti ti toglierà?]
“Comme? Non sapevvi che qui le arpie fanno i lorro niddi? Nessunno dei tuoi amicci centaurri ti ha avvertitto della parte ovvest?” [Mi sa tanto di “ala ovest proibita” della Bella e la Bestia]
Io non dissi niente.
“Beh, peggio per te! Noi non lasciammo nessunno uscirre vivvo dal nostro territorrio” [DIO SIA LODATO!]
A questo punto mi diede un colpo d’ala e mi fece cadere a terra. Io mi trasformai subito in lupo per poterla mordere; Io però continuavo a saltare a vuoto, perché lei riusciva sempre a schivarmi. [E torna il mio spirito di ragazza pon pon: Dammi una A, dammi una R, dammi una P, dammi una I, dammi una A: ARPIA!!!] Le altre arpie la incoraggiavano a colpirmi e urlavano il suo nome: Alicia (che naturalmente pronunciavano a modo loro, e risultava Aliccia). [SII, viva la boxe non convenzionale! Wrestling interrazziale!!]
Lei continuava a colpirmi e a graffiarmi, e ormai ero senza forze. [MUORE!!!! E’ la volta buona, lo sento!]
Alicia mi afferro e cominciò a volare, poi mi fece sbattere contro un albero e caddi. [Dai, muori!] Ero stesa a terra e Alicia continuava ad avvicinarsi; proprio in quel momento vidi un ramo molto robusto e piuttosto appuntito [No….]. Mi trasformai velocemente e lo afferrai [No……..]. Alicia stava volando sopra di me e stava per afferrarmi nuovamente, ma io puntai contro di lei il ramo [NO……..], che si conficco nel suo petto. L’arpia cadde e continuò ad urlare per un po’ di tempo e disse:
“Dannatta!” Poi smise di contorcersi e di lamentarsi giacendo immobile sul terreno: Alicia era morta.[NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! Non è possibile!]
In quel momento mi accorsi che tutte la altre si erano ammutolite e non si sentiva più nessun suono, solo qualche folata di vento tra gli alberi di tanto in tanto. [Intervenite! Che aspettate! Dai! VENDICATEVI TUTTE INSIEME!] All’improvviso sentii una voce conosciuta:
“Oh, c’è una seccatricce”
Notai che si faceva largo tra le altre un’arpia con grandi ali bianche. Con un balzo anche lei mi afferrò al collo e mi bloccò contro un albero.
“ Ci rincontriammo fatta” [Celeno, eccoti! Hai visto che ha fatto quella mentecatta!?! Dai, uccidila tu!]
“Mi serviva proprio una visita di una vecchia amica” :badass:[TACI TU! Sempre che tu sia Kety perchè sai, qui nemmeno si capisce chi parla tra poco]
Celeno strinse ancor di più la presa intorno alla mia gola.
“Non farre l’impertinentte! Devvi saperre che Aliccia era la mia soldattessa migliorre! Lei avrebbe dovutto prenderre il mio posto il giorno della mia mortte” [Mi spiace Celeno, ma anche in un momento DRAMMATICO come questo non riesco a non ridere per come ho pensato di farti parlare] [SM=g9385]
“Quel giorno potrebbe essere oggi” [SEEE, vabbé, tiriamocela meno, EROA] :badass:
Dopo che ebbe udito queste parole mi fece cadere a terra e strinse ancora la mano.
“Non è ancorra giunta la mia orra, e non giunggerrà se non sarò io a vollerlo! Invecce la tua sì. Non avrei mai dovutto lasciarti vivvere diecci messi fa” [Concordo, non avresti dovuto. Rimedia dai. Dai. Adesso però. DAI]
A quel punto prese il ramo dal corpo senza vita di Alicia che si trovava lì vicino e me avvicinò alla gola.
“So di quel ragazzo a cui tienni tanto! Niccolas giusto? Non preoccuparti, vi rincontrerette presto, forse nel regno dei morti, perché farrò unna vissitinna anche a lui” [Celeno, è ora che te lo dica: IO TI AMO!]
Ma appena ebbe smesso di parlare lei si girò e cominciò ad urlare, come se fosse spaventata [Eh? [SM=g10255] [SM=g10255] Che sta succedendo?], quindi volò via insieme a tutte le altre arpie. Io ero rimasta lì stesa e non mi muovevo, perché la ferite mi facevano troppo male. Vidi poi uno strano viso che mi osservava [Vediamo, dai! Vediamo chi devo incolpare stavolta per averti salvata!]: aveva i capelli verdi e ricci lunghi. Anche la pelle era verdina come gli occhi. [Un alien?]
“Fortunata fosti tu ad incontrare me!” disse la creatura con una vocina timida [Ma ce n’è uno che parli normalmente in questo posto? :muoro:  Comunque ho capito: verde che parla scambiando l’ordine delle parole, questo è il maestro Yoda! YODA SARDO!]
“Io curerò e riporterò a Centaurorum Vicus la bella fata dagli occhi azzurri” [Ah, finalmente abbiamo un’informazione sulle caratteristiche fisiche di Kety! E siamo solo al DODICESIMO CAPITOLO!]
Poi non vidi più niente: doveva avermi addormentata in qualche modo.
[Fine. Niente clifjanger. Il libro lo fa apposta, non vuole darmi nemmeno questa soddisfazione [SM=g11003]  Nel prossimo capitolo cercheremo di capire cos’è e da dove è cicciato fuori Yoda Sardo. CHe vi annuncio subito essere femmina… bello far parlare i personaggi senza specificarne neanche il sesso, vero? Non confonde PER NIENTE il lettore]

Immagine del giorno: ragazzi BIANCO mi manca tantissimo.
Questa è l’immagine da cui ho copiato tratto la scena della sua prima apparizione.

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