Lezione 29 – Flashback e Flashforward

Ehilà gente! Ultimamente sono produttiva! Chissà perché sempre a questi orari strambi, ma forse il mio orologio biologico ha solo bisogno di una regolata.
Oggi parliamo dei Flashback e dei Flashforward. Ma, ancora una volta, andiamo con ordine e trattiamone uno per volta.

Il Flashback (o analessi se vogliamo essere pignoli) è, come dice il nome stesso, un “lampo all’indietro”, ovvero un pezzo di trama relativamente breve dedicato alla narrazione di ciò che è avvenuto PRIMA degli eventi del tempo della storia. Una volta terminato il Flashback, il narratore torna al tempo della storia, quello normale, e riprende da dove aveva lasciato. Va ricordato che, mentre il narratore racconta il Flashback, questo usa la stessa identica forma del resto del romanzo! Ovvero, se il romanzo è scritto al presente, anche il Flashback è al presente! Se fosse scritto al passato potrebbe essere solamente un ricordo, raccontato direttamente da un personaggio. Il Flashback non è questo. Il Flashback è uguale a ogni altra parte di libro, quindi è raccontato dal narratore, e non dai personaggi; è narrato con lo stesso tempo del resto della storia; per cui, in linea di massima, se io aprissi un libro che non ho mai letto, e per caso l’aprissi nella parte del Flashback, non dovrei capire che si tratta di avvenimenti antecedenti alla trama! Mi spiego? Andiamo con degli esempi chiarificatori:

Guidalberto iniziò a raccontare al suo piccolo pubblico: “stavo camminando per la piazza e ad un certo punto  ho notato un tipo con un cappello strano”

Guidalberto iniziò a raccontare al suo piccolo pubblico. 
* cambio di paragrafo/capitolo *
Guidalberto camminava per la piazza e ad un tratto notò un signore dal cappello strano.

Ora, come vedete, il primo esempio NON è un Flashback, ma solo un racconto diretto del povero Guidalberto. Mentre il secondo esempio, quello sì che è un Flashback, perché è sempre il narratore che lo racconta. Certo, è scritto come se fosse Guidalberto, intanto, a raccontare. Ma il narratore sorvola su Guidalberto che racconta e, nel frattempo MOSTRA al lettore quello che Guidalberto sta raccontando al pubblico. Compreso?
Proprio perché il Flashback ha la stessa struttura narrativa del resto del racconto, spesso è difficile da distinguere. Mi sta capitando proprio in questi giorni di leggere un libro, infatti, dove non si capisce dove parte un Flashback perché non c’è la divisione in paragrafi.
ERRORE IMPERDONABILE. Come ho detto, dato che un Flashback è essenzialmente identico al resto della narrazione, voi dovete far capire che si tratta di un Flashback! Certo, dopo un po’ il lettore ci arriva per logica, ma noi NON VOGLIAMO far sforzare il lettore, giusto? Quindi consiglio, ogni volta che iniziate un Flashback, di cambiare paragrafo, andando a capo insomma almeno un paio di volte, per separare fisicamente le due parti di racconto. Inoltre, ed è una cosa molto usata nell’editoria, è utile scrivere il Flashback intero in corsivo. Già perché se si cambia solo paragrafo, il lettore può scambiarlo per un semplice cambio di punto di vista o un cambio di scena. Lo scrivere in corsivo equivale, per farvi capire, al’inserire una scena Flashback in bianco e nero in un film a colori. Se le scene Flashback non fossero in bianco e nero (o comunque con colori diversi, o con l’opacità diversa, i gusti cambiano da regista a regista), dicevo, se non ci fosse questa differenza, come distinguereste un Flashback da una qualsiasi altra scena? Ve lo dico io: semplicemente non ci riuscireste, se non mandandovi in pappa il cervello (lo so, tutto è più semplice da capire se si parla di cinema).
Tornando alla letteratura, personalmente, gradisco anche molto i cosiddetti Capitoli Flashback, scritti appunto in corsivo e separati dal resto perché si tratta di capitoli a parte.
Il Flashback può essere unitario o scaglionato. Badate che può durare anche poche righe, volendo. Se si divide un Flashback, si ha la sensazione di elaborare quasi una sorta di storia parallela che si evolve insieme alla trama originale, solamente in un tempo differente.

Poi ci sono i Flashforward (o prolessi). Sono decisamente meno utilizzati del Flashback, perché comportano un salto nel futuro. Quindi gli usi sono decisamente più ridotti. Potrei immaginarmi un Flashforward, ad esempio, per una profezia che mostra ciò che avverrà alla fine della storia. In confronto, il Flashback è molto più duttile perché può essere impiegato per ampliare la trama, e la sua completezza, senza poi ritrovarsi troppo responsabili nei confronti del Flashback stesso.
In via teorica il funzionamento del Flashforward dovrebbe essere del tutto simile a quello del Flashback. In pratica, però, il Flashforward viene usato principalmente in due situazioni: all’inizio di un romanzo o alla fine.
All’inizio funge da prologo, e anticipa gli eventi finali, per poi troncarli senza risolverli. Così, dal capitolo primo, inizia il racconto che poi vi riporterà al punto iniziale (quindi potete vedere il prologo come un Flashforward o il resto del romanzo come un grande Flashback… a vostra scelta). Il primo esempio che mi viene in mente per questo è “Twilight” della Meyer, che inizia proprio con la fine, per poi interromperla e sviluppare la storia che ha portato a quel punto.
Se il Flashforward è posto alla fine, funge invece da finale per così dire “avanzato”. Ovvero, risolto l’intreccio principale, e chiusa la trama con l’ultimo capitolo, si apre una postfazione, che spesso riprende in mano i personaggi dopo un tot di tempo, per far capire come le cose si sono evolute una volta finita l’avventura principale. Esempio lampo, il finale di “Harry Potter e i Doni della Morte”, è un Flashforward.
Ovviamente se i Flashforward si presentano sotto forma di prefazione o postfazione, non necessitano di essere scritti in corsivo, parlano già da sé. Per i Flashback era utile semplicemente perché, solitamente, si trovano nel bel mezzo del libro, e altrimenti sarebbe difficile identificarli.

Bene, anche per oggi ho concluso!
Dato che mi ha fatto i complimenti e ha commentato, questa lezione la dedico a Yoru per ringraziarlo.
A presto!  

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6 pensieri su “Lezione 29 – Flashback e Flashforward

  1. Ciao Arte,

    vedo che ti sei affrettata apposta per me (?) 😀
    Sono contentissimo, ma una cosa mi ha lasciato perplesso. I flashback vanno scritti nella stessa forma del romanzo? Vale anche per i capitoli flashback?
    Mi spiego; ho questo dubbio perchè nelle Guerre del Mondo Emerso, 1°volume, Licia Troisi ha inserito numerosi capitoli flashback, dedicati ad eventi passati; ma a differenza del resto del libro, che era scritto in passato remoto, questi capitoli usavano il presente. E ora mi domando: è corretto?
    Nel mio libro ho in mente di inserire un po' di capitoli flashback, e il modo in cui Licia ha gestito la cosa mi era piaciuto, così volevo imitarla. Ora, please comment 🙂

    Yoru

  2. In effetti mi ero dimenticata di quel libro (l'ho letto ma non ricordavo fossero al presente).
    E' vero, e in effetti è abbastanza insolito. Leggendo ho sempre incontrato i Flashback con lo stesso tempo del resto del libro.

    Comunque, sebbene sia insolito, posso dire che non è un errore. Pressoché NIENTE è un errore, quando si scrive. Tu puoi scrivere il tuo Flashback come più ti piace, anche al presente se vuoi.
    Io ho riportato quella che è la regola “base”, poi le variazioni sono consentite! 😉
    Soprattutto, era importante che io spiegassi bene la regola perché mi è capitato di incontrare gente che pensava che i Flashback andassero ad un tempo “più passato” del resto della storia proprio perché sono avvenuti prima. Ad esempio, pensavano che in un romanzo scritto al presente, il flashback dovesse essere PER FORZA al passato remoto, perché era avvenuto prima nel tempo. Invece un Flashback, mentre il narratore lo racconta, AVVIENE. Propriamente, sono eventi già accaduti, ma è come se il narratore facesse una ricostruzione per mostrarli al lettore, e la ricostruzione avviene in quel momento, ha inevitabilmente lo stesso tempo che si usa per gli altri eventi.
    Capito? La regola base è questa, la maggior parte degli scrittori la usa, e serve anche a far capire cos'è propriamente un Flashback. Poi tu puoi fare quello che vuoi. “E' più che altro una sorta di traccia, che un vero regolamento”, come diceva Barbossa XD

    E poi ricordati: ognuno di noi prima di tutto è un lettore. Se a te l'idea di farlo al presente piace, vuol dire che ti piace anche come lettore, ed è quindi molto probabile che ci siano altri lettori con i tuoi stessi gusti. Per cui, tirando le fila, se piace a te, è molto probabile che piaccia anche a molti altri, e che quindi la tua sia una scelta giusta. (al di là del fatto poi che la Troisi l'avesse già usato, se ti fosse piaciuto avresti anche potuto farlo tu per primo. Io personalmente, però, preferisco i flashback classici) 🙂

  3. Ps: dimenticavo. Sì in un certo senso mi sono affrettata per te XD Ma tranquillo ne avevo voglia, ieri sera non sapevo che fare! Ne avevo già scritta più di metà e le ho solo dato il colpo di grazia XD

  4. Capisco 🙂 Beh grazie della risposta Arte 😀
    Comunque, non avrei mai nemmeno pensato di usare un tempo “più passato” per scrivere un flashback. Anche solo sentirlo dire non mi sembra giusto da farsi.

    Vabbè. Ora ho proprio voglia di scrivere qualcosa. Può darsi che molto a breve io posti un'altro racconto sul forum di Licia 🙂
    Ciao ciao !

  5. Evidentemente qualcuno l'ha pensato perché ebbene sì, mi è capitato anche questo XD
    Perfetto, se posterai io sarò pronta a leggere! Anche io pensavo di farlo, ma con qualcosa che riguarda il primo romanzo, non proprio nuova… così per rimembrare con nostalgia i miei vecchi personaggi :''')

  6. Pingback: Lezione 29 – Flashback e Flashforward | sweetprofe

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